Sisma, Unimc e associazioni
uniscono le forze
in campo educativo e didattico
MACERATA - La collaborazione nata dal tavolo di lavoro "Recuperare il valore del territorio dopo il sisma" prosegue. In atto la programmazione per interventi coordinati
Terremoto, scuole, ricostruzione e giovani generazioni. Associazioni, università e mondo della comunicazione uniscono le forze per comprendere e mappare le diverse azioni in campo educativo, formativo e didattico che diversi attori hanno messo a disposizione delle comunità colpite dai recenti fenomeni sismici.
Nata a un tavolo di lavoro all’interno del convegno promosso dall’Università di Macerata lo scorso 26 gennaio “Recuperare il valore del territorio dopo il sisma”, la collaborazione tra diverse realtà come Unimc, Cronache Maceratesi, Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea “Mario Morbiducci”, Arci, Caritas, Wega, Action Aid e Acli ha cominciato a delinearsi nella prospettiva a breve termine di una sistematizzazione degli interventi e, per il prossimo anno, di un’azione comune rivolta alle famiglie e alle scuole dei territori dentro e vicino al cratere.
Comun denominatore degli interventi (alcuni già in atto in diversi territori della Regione), quello di favorire una memoria attiva dei luoghi e delle vicende che dal 24 agosto hanno interessato la popolazione, di supportare la rete sociale nelle scelte sul proprio futuro, di affiancarsi nell’elaborazione della paura e delle perdite, di offrire momenti di svago tanto quanto di progettazione partecipata. Non solo per aiutare le persone a elaborare la delicata fase di transizione dall’emergenza verso le necessità e le opportunità aperte dal terremoto, ma anche per consegnare all’immaginazione e alle proposte delle nuove generazioni le chiavi del futuro delle loro scuole, delle loro case e dei loro paesaggi.
I progetti in corso sono già disponibili sul portale di Crea hub, che ha raccolto il report del convegno di gennaio.
Il gruppo di lavoro che si è formato in tale occasione sta continuando il proprio lavoro, con l’intenzione di presentare nel prossimo anno alle scuole e ai Comuni un piano di azioni coordinate, monitorate e supervisionate, per garantire a tutta la popolazione interessata il necessario supporto, un’auspicabile partecipazione attiva e un saldo legame con le proprie radici, anche quando le scelte da fare (necessariamente) porteranno lontano dai luoghi in cui sono le proprie origini.

