Rigopiano, il fratello di Marco Tanda:
“Quei cuccioli salvati
sono la vita che esce dalla slavina”

TRAGEDIA IN HOTEL - Gianluca Tanda è al centro operativo di Penne. È uno dei due delegati delle famiglie dei dispersi a seguire i soccorsi. "Dopo questi giorni, quei cagnolini vivi sono tanta roba. La speranza rimane. Non do colpa ai soccorritori per i ritardi"
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I cani salvati dall’hotel

 

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di Gianluca Ginella

«È difficile capirlo per chi non lo vive in prima persona, ma vedere quei cuccioli salvati mi ha tirato su di morale. Perché io ci ho visto la vita che esce da sotto la slavina, non i cani. Ed è tanta roba dopo cinque giorni che siamo qui. Io ho avuto modo di vedere da vicino uno dei cuccioli ed è stata una cosa toccante». A dirlo è Gianluca Tanda, il fratello di Marco Tanda, il 25enne di Castelraimondo che è tra i dispersi dell’inferno dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara). I cuccioli sono i tre piccoli pastori abruzzesi, figli di Nuvola e Lupo (i genitori si erano salvati dal crollo ed erano scesi a valle), che oggi sono stati trovati dai carabinieri forestali all’interno dell’albergo. Tre batuffoli bianchi, nati ai primi di dicembre, la cui immagine oggi ha fatto il giro del mondo. Una notizia lieta, in un pomeriggio drammatico durante il quale è stato trovato il corpo di una settima vittima rimasta sepolta sotto la valanga. Si tratta di una donna, la cui identità non è stata ancora resa nota. Gianluca Tanda si trova al Centro operativo di Penne da dove vengono coordinati i soccorsi all’hotel Rigopiano. Da lì attende notizie del fratello, pilota di Ryanair, che era in vacanza insieme alla fidanzata, Jessica Tinari, 24 anni, di Lanciano, anche lei tra i dispersi. «Sono uno dei due delegati dai parenti delle persone disperse per seguire i soccorsi (gli altri familiari sono all’ospedale di Pescara, ndr). Siamo in contatto con i soccorritori che quando arrivano ci ragguagliano su quello che stanno facendo. Siamo in attesa –  spiega Tanda –. La speranza c’è, è l’ultima a morire. E’ chiaro che speriamo, le possibilità sono basse, ma ci crediamo».

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Marco Tanda con la sua fidanzata, Jessica Tinari. Entrambi sono dispersi

Sul ritardo nei soccorsi, spiega «Da parte mia non c’è rabbia sul fatto che si potesse evitare – dice Tanda –. Quel giorno c’erano tanti problemi nel centro Italia. Purtroppo è capitato a noi, è stata una tragica fatalità. Noi non diamo la colpa ai soccorritori arrivati in ritardo, parlo per me e per alcune altre famiglie, non per tutte». Intanto stando ad alcuni documenti evidenziati dal Forum H2O Abruzzo, emerge che l’hotel Rigopiano è stato costruito sopra colate e accumuli di detriti compresi quelli generati da altre valanghe. A testimonianza di ciò una mappa geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo del 1991 e aggiornata nel 2007. 

Sui soccorsi, poco prima delle 19, ha fatto il punto Immacolata “Titti” Postiglione, direttore dell’Ufficio emergenze del Dipartimento della protezione civile: «Abbiamo 11 persone vive, 7 vittime, una di queste è un uomo ed è in fase di recupero. I dispersi sono 22».  Tra i dispersi c’è anche un altro giovane della provincia di Macerata, Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco, dipendente dell’hotel Rigopiano. Nessuna notizia anche di Domenico Di Michelangelo, il poliziotto del commissariato di Osimo e della moglie, Marina Serraiocco. Sta bene invece il loro bambino, Samuel, estratto vivo dall’inferno del Rigopiano.

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Emanuele Bonifazi

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