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Tragedia di Rigopiano,
“Nessuna notizia di Emanuele”

TRAGEDIA NELL'HOTEL - Il papà del 31enne è all'ospedale di Pescara per seguire i soccorsi. Non ci sono notizie neanche di Marco Tanda. Dieci le persone trovate vive, cinque sarebbero ancora da estrarre dalle macerie dell'albergo
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Una donna estratta viva da macerie e neve

 

di Gianluca Ginella

«Di Emanuele ancora non sappiamo nulla. Siamo all’ospedale di Pescara. Ufficialmente qui sono arrivati solo una madre con il figlio». Così Egidio Bonifazi, il papà di Emanuele, il 31enne di Pioraco che lavorava all’hotel Rigopiano di Farindola, a Pescara ed è tra le persone disperse. Il dato su chi era presente nell’hotel sarebbe di 35 persone. Di queste, 2 sono state trovate vive ieri, poi ci sono madre e figlio (moglie e bambino di Giampiero Parete, uno dei sopravvissuti), che sono stati portati all’ospedale di Pescara, mentre altre 8 persone sono state individuate. Tra loro 3 bambini che sarebbero stati appena estratti.

Emanuele Bonifazi

Tra i sopravvissuti c’è la famiglia che risiede a Osimo, il poliziotto Domenico Di Michelangelo, 41 anni, la moglie, Marina Serraiocco, 37 e il figlioletto. Non si hanno notizie invece del 25enne Marco Tanda, pilota di Ryanair, di Castelraimondo, che era in vacanza all’hotel con la fidanzata Jessica Tinari. La madre di Tanda, Elma Ma Lai Wah, ha raggiunto l’Abruzzo per essere vicina a dove avvengono i soccorsi. In Abruzzo da ieri c’è anche il padre di Emanuele Bonifazi, che si trova all’ospedale di Pescara. Come gli altri parenti dei dispersi è in attesa di notizie. «Al momento non possiamo fare altro che aspettare – dice Egidio Bonifazi, che a Pioraco è coordinatore della Protezione civile –. Devo sottolineare che il personale dell’ospedale ci sta assistendo in maniera eccezionale, per noi hanno approntato di tutto e di più».  Al momento i soccorsi all’albergo sono in corso anche con il buio. In tutto, secondo gli ultimi aggiornamenti, sarebbero dieci le persone individuate vive. Tra le persone anche da estrarre da sotto le macerie ci sarebbero anche una madre con due bambini. Secondo i soccorritori la speranza di trovare altre persone vive c’è, anche perché sotto la neve si possono essere formate delle sorte di camere d’aria e i dispersi potrebbero avere trovato qualcosa con cui scaldarsi dal freddo.

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