Ateneo, il futuro secondo Officina:
“Ampliare Unifestival”
MACERATA - Intervista al presidente del sindacato studentesco, Roberto Viviani, prima forza delle elezioni universitarie: "Risvegliamo la vocazione culturale delle associazioni". Sul rischio del calo iscrizioni dopo il terremoto: "Promuoviamo le attività che rendono appetibile l'università. Dal Governo ci aspettiamo i fondi promessi"
di Claudio Ricci
Riavvicinare gli studenti alla politica, risvegliare la vocazione culturale dell’associazionismo universitario, ampliare Unifestival, rendere appetibile l’università di Macerata alle prese con gli effetti del sisma. Roberto Viviani, presidente di Officina universitaria, prima forza politica nelle ultime elezioni di ateneo (leggi l’articolo) traccia la road map per il futuro del sindacato studentesco. Presidente da ottobre 2015, Viviani rimetterà il mandato a gennaio ma intanto affronta i temi e le sfide che attendono la rappresentanza studentesca alle prese, non solo con i problemi dettati dal terremoto, ma anche con un calo drastico dell’interesse per la politica in ambito universitario. “Nelle ultime elezioni l’affluenza è stata del 9% – dice Viviani – Sono 800 votanti su quasi 12mila iscritti. Escludendo il terremoto che ha creato un’oggettiva flessione dell’affluenza il dato è riferibile soprattutto alla distanza della comunità studentesca dalla politica universitaria e nazionale. Un fenomeno di cui mi sono accorto anche facendo campagna per il referenfum. Erano molte di più le persone di una certa età ad interessarsi al tema. E uil disinteresse riguarda soprattutto le facoltà umanistiche. Una mancanza dei affezione alla politica che è un problema nazionale con segnali importanti anche da atenei come Napoli e Roma dove l’elettorato universitario è stato sempre più attivo”
A fronte di questa deriva dell’attivismo Viviani offre spunti per recuperare parte di quell’interesse che sta alla base del dibattito e della militanza: “Oltre alla parte meramente istituzionale le associazioni studentesche dovrebbero risvegliare la propria vocazione culturale. Il fatto che ci si attivi solo in prossimità delle elezioni o solo attraverso un approccio ludico è un segnale chiaro dell’assenza di programmi culturali strutturati. Non ci dimentichiamo però che proprio all’università si formano, sia gli uomini e le donne che le stesse classi dirigenti. Occorre ritornare un po’ a quello che faceva la Fgci”

L’ex ministro Stefania Giannini con il rettore Francesco Adornato in occasione della visita ad Unimc
Il terremoto e l’università: “Nelle settimane successive al sisma – dichiara Viviani – l’ex ministro Giannini ha di fatto portato una promessa del Governo di stanziare fondi supplementari per risanare le strutture che possono essere risanate e fondi straordinari per affittare strutture che al momento non sono dell’università, implementando un discorso già intrapreso negli anni in maniera proficua dall’ateneo. Noi contiamo su quella promessa che ci è stata fatta non da un ministro ma dal governo”.
Il rischio di perdita delle iscrizioni: “Il lavoro che deve fare un’associazione e penso che noi lo abbiamo fatto è promuovere le attività che rendono appetibile l’università. Essere centri di aggregazione oltre che svolgere il ruolo di rappresentanza. Ogni singola associazione deve essere identificabile al di là di ciò che è in ambito universitario”. A Tal proposito ricorda le conquiste ottenute da Officina negli anni: “Il Casb aperto fino a mezzanotte, con una nota di rammarico per la mancata apertura anche la domenica, una pecca per un ateneo medio come Macerata. Il consigliere comunale aggiunto che già da questo mandato del Cds dovrebbe far parte dell’assise cittadina. La pedonalizzazione del centro promossa presso l’amministrazione che la sta portando avanti. Con il rettore abbiamo parlato di ampliare i fondi e gli spazi per Unifestival. Spazi che potrebbero essere destinati più in generale alle iniziative proposte dagli studenti”.
Sul neo rettore Francesco Adornato: “Senza nulla togliere alla precedente amministrazione fino ad ora il rettore si è mostrato veramente aperto al dialogo. Ci teniamo a sottolineare che ci è stata la possibilità di parlare con il ministro, favorendo non solo una partecipazione istituzionale ma un intervento critico. Credo che la scelta di Adornato sia ottima e credo sarà un ottimo rettore”.
Infine il bilancio sul mandato e le prospettive sul futuro di Officina: “Posso ritenermi soddisfatto non tanto per la vittoria elezioni. Nell’ultima assemblea ho detto che qualunque risultato sarebbe stato un successo. In una situazione in cui il disinteresse per la politica è così grande siamo riusciti a costruire un’assemblea giovane, nuova e ricca di contenuti, nel rispetto della pluralità. Mi auguro che Officina sappia intercettare non solo le esigenze degli studenti ma anche della sinistra. Siamo in una fase molto delicata (la sinistra socialista europea è in crisi), capire questo malumore e interpretarlo è l’obiettivo che si deve porre anche in piccolo il nostro sindacato”.

