Il presepe dalle macerie della cartiera
PIORACO - Un gruppo di volontari ha allestito la rappresentazione sacra che ricostruisce lo stabilimento utilizzando i materiali portati via dopo il terremoto. Il sindaco Luisella Tamagnini: "Il paese è tutt'uno con la fabbrica, se non riparte è inutile fare le casette"
Il presepe nella piazzetta accanto al Comune ricostruisce la cartiera Fedrigoni danneggiata dal terremoto, con al centro Gesù Bambino che riporta rinascita e speranza nel futuro. E’ stato allestito con materiali di recupero da un gruppo di volontari, utilizzando anche le macerie del capannone della cartiera, fatto crollare dal terremoto. “C’è chi si è preoccupato eccessivamente per la mancanza delle luminarie – afferma il sindaco Luisella Tamagnini – se pensiamo a chi è rimasto senza casa e non ha nulla da festeggiare, questa preoccupazione mi sembra un insulto. In questo momento difficile forse dovremmo riflettere in modo più profondo. A me le luminarie sono sembrate quasi un fastidio. Un gruppo di volontari ha allestito il presepe nella piazzetta del Comune, simboleggia la speranza per la rinascita della cartiera, parzialmente crollata dopo il terremoto. Il paese è tutt’uno con la cartiera, se non riparte lo stabilimento possiamo fare quante casette vogliamo, ma il paese resterà vuoto”.
Da metà dicembre è iniziata la rimozione delle macerie dall’interno dello stabilimento, cadute sopra la linea produttiva lunga circa ottanta metri, durante la lunga terribile scossa delle 21.18 del 26 ottobre, che ha messo in ginocchio l’azienda, ferma da allora. Soltanto per la coincidenza fortuita del cambio turno, non ci sono stati morti, ci vorranno ancora una quindicina di giorni, ma già entrando nello stabilimento, si nota che la corsia di sinistra è completamente libera dai detriti, si iniziano a scorgere le prime parti della linea di assemblaggio delle carte speciali che rendono la cartiera di Pioraco, famosa nel mondo. Soltanto quando le macerie saranno state portate via, si avrà la possibilità di valutare completamente i danni e predisporre, da parte dei vertici della cartiera, gli interventi necessari a riprendere la produzione al più presto. Si stima ci vorranno diversi mesi. Si potrà riprendere a produrre non prima di metà del 2017.
