Con ”Più de là che de qua”
la compagnia Valenti si impone
Premio Serpente Aureo al festival nazionale di teatro amatoriale di Offida per lo spettacolo diretto da Francesco Facciolli
di Walter Cortella
La Compagnia Fabiano Valenti di Treia si è aggiudicata la vittoria finale al festival nazionale di teatro amatoriale di Offida, organizzato dalla locale Compagnia del Gada, con il sostegno dell’amministrazione comunale ed il supporto di numerosi sponsor operanti sul territorio. La manifestazione, alla sua seconda edizione, ha richiamato una sessantina di formazioni teatrali che da ogni angolo d’Italia hanno inviato la loro domanda di partecipazione, proponendo ben settanta lavori di vario genere. Soltanto sette le compagnie ammesse alla fase finale, nel corso della quale si sono date lealmente battaglia, davanti ad un pubblico numeroso e attento, attestatosi in media sulle centocinquanta presenze giornaliere, malgrado l’incombente pericolo di scosse telluriche.
La Compagnia treiese ha presentato la commedia brillante Più de là che de qua, scritta e interpretata da Fabio Macedoni, attore dotato di spiccata vis comica e autore prolifico e creativo. La regia è stata curata da Francesco Facciolli. Con questa pièce, che vuole essere un omaggio alla genialità di Molière, «scrittore capace di raccontare il mondo con quell’ironia che non offende….», Macedoni dà vita ad un personaggio, Bartolomè, nel quale ritroviamo quei caratteri universali che il commediografo francese ha tratteggiato in maniera magistrale. È ricchissimo, malatissimo, spregiudicato, egoista e tante altre cose insieme. Perennemente afflitto da inesistenti malanni, trascorre la sua esistenza sprofondato in una enorme poltrona, avvolto in un’ampia ed elegante vestaglia da camera, circondato da questuanti, parenti perfidi e medici ciarlatani. Non fa altro che ripetere a tutti coloro che si rivolgono a lui per chiedere qualcosa, per lo più danaro, che le sue condizioni di salute sono gravi, che insomma sta «più de là che de qua», una lamentazione che finisce per diventare il leit motiv della commedia. Ci ricorda, perciò, da vicino l’avaro Arpagone, il malato immaginario Argante, il borghese gentiluomo Monsieur Jourdaine e anche un po’ l’impostore Tartufo, ma il Bartolomè di Macedoni è un prodotto squisitamente nostrano, con tutto il suo carico di humour treiese. Ciononostante, è stato apprezzato sia dal pubblico che dalla giuria del Festival offidano, grazie ad un testo ricco di battute divertenti, argute e sempre di buon gusto.
I personaggi sono caratterizzati con grande cura, sia a livello di scrittura che di interpretazione. Macedoni dimostra tutta la sua bravura di attore, tiene magnificamente la scena per tutta la durata dello spettacolo, senza mai un cedimento nel ritmo e «arriva» allo spettatore grazie alle sue notevoli qualità interpretative e alla sua verve naturale. Grande merito va riconosciuto a Francesco Facciolli, regista dotato di spiccata personalità artistica, inesauribile creatività e di un cospicuo bagaglio di importanti e qualificanti esperienze teatrali maturate in Italia e all’estero. In breve tempo ha saputo dare un volto nuovo alla Compagnia, guidandola con sicurezza e maestria sugli ardui percorsi del teatro di qualità. Sotto la sua sapiente regia, il teatro dialettale assurge a nuova dignità. Pur rimanendo fedele al proprio vernacolo, la Compagnia ha abbandonato per il momento il solito cliché del mondo contadino, con le sue storie semplici, talvolta al limite dell’inconsistenza, le scenografie e i costumi modesti, la recitazione essenziale per affrontare una nuova esperienza. È nato, così, uno spettacolo di prim’ordine, basato su interessanti giochi di luce in sostituzione della tradizionale scenografia, ridotta in questo caso ad una sola e mastodontica poltrona che occupa per tutto il tempo la scena, divenendo il centro di gravitazione dell’universo del simpatico Bartolomè.
Grande rilevanza è stata data ai costumi, appropriati, sontuosi e di grande effetto, scelti da Mariella Tartarelli, brava anche come attrice. Con questi ingredienti, Più de là che de qua ha conquistato l’ambito «Premio Serpente Aureo», assegnatogli da una giuria tecnica con la seguente motivazione: «Lo spettacolo è ben costruito: giocato su ritmi sostenuti, curato nei dettagli e caratterizzato da una piacevole ironia che conquista lo spettatore. Gli attori hanno saputo delineare, ciascuno a modo proprio, ogni singolo ruolo. La scenografia originalissima è creata dai movimenti dei personaggi stessi, che ruotano tutti attorno al protagonista». Il successo treiese è stato completato da altri due importanti riconoscimenti. Alice Menichelli, migliore attrice non protagonista, nel ruolo di Pippina, la servetta sempre armata di padella e pappagallo, valida «spalla», dotata di innata vis comica. Frizzanti le sue gags, notevole la fisicità e assai eloquente la mimica. E, dulcis in fundo, a Fabio Macedoni è stato assegnato il premio quale miglior attore protagonista, un premio assolutamente meritato.
Da non dimenticare le tre lusinghiere nomination (regia, scenografia, caratterista). Insomma, un successo completo, quello conseguito in terra ascolana dalla Compagnia Valenti, ma ciò non deve far ritenere che sia stato tutto facile. Anzi. Vediamo con quali formazioni ha dovuto misurarsi. In lizza con i treiesi c’erano i maceratesi del CTR che si sono aggiudicati il premio del pubblico con Il berretto a sonagli e quello per la migliore attrice protagonista a Fulvia Zampa; con i salernitani della Compagnia dell’Eclissi (miglior regia a Marcello D’Andria); con i bresciani de «La Betulla» di Nave (miglior scenografia) e con i nolani del Teatro Stabile (premio per il miglior caratterista a Luigi Pedone).
Come si vede, una bella e accesa competizione, al termine della quale il regista Facciolli ha dichiarato: «Sono soddisfatto e molto contento del risultato. Grazie a tutti quelli che con impegno ed umiltà hanno creduto in questa follia». Anche Fabio Macedoni si è espresso in termini positivi: «I riconoscimenti ottenuti premiano un lavoro di gruppo condiviso da tutti, in cui la fiducia reciproca è stato il collante per poter allestire uno spettacolo godibile e, al tempo stesso, di qualità. Una scommessa andata a buon fine, vinta dalla tenacia, dalla forza e dalla bravura di tutti. Vinta nonostante le nostre tantissime carenze professionali. Per questo, intendo abbracciare e ringraziare di cuore tutti coloro che fanno parte della Compagnia Valenti». Congratulazioni a Fabio Macedoni & Co.
(Foto di Nerio Ceccherini)




