Il “Grand Tour Cultura” a Treia:
“La memoria per ricostruire il futuro”
Quattro appuntamenti tra Museo archeologico e Teatro comunale, tra i temi Dolores Prato, Dante Cecchi e il terremoto
“I paesaggi culturali fra quotidianità, socialità e calamità. Recuperare la Memoria per ricostruire il futuro” è il tema di quest’anno del Grand Tour Cultura a cui aderisce il comune di Treia con quattro appuntamenti che si alterneranno fra il Museo Civico Archeologico e il Teatro comunale. Il primo si è svolto domenica 3 dicembre al Museo Civico Archeologico, uno dei luoghi culturali, insieme al teatro, lasciato intatto dal sisma. Un laboratorio “Il teatro nel museo” a cura di Victor Carlo Vitale e Ilaria Silvestri di Officina Teatrale. Il secondo è previsto per domenica 11 dicembre alle 16 in teatro con la presentazione del libro di Valentina Polci “Voce fuori coro di Dolores Prato. Trascrizione e commento dei frammenti autografi su Roma capitale d’Italia” (leggi). Poi l’otto gennaio ci sarà un convegno in collaborazione con Unicam intitolato “La pericolosità sismica nelle Marche: conoscere per prevenire”. Le relazioni saranno a cura dei docenti della sezione di Geologia Emanuele Tondi, Piero Farabollini e Marco Giovagnoli (sociologo) e del geologo della Regione Marche Gianni Scalella. Appunatmento alle 16 all’Aula Didattica Multimediale del Museo Archeologico. L’ultimo appuntamento è previsto il 14 gennaio alle 17,30 in teatro con l’incontro “Il Teatro dialettale di Dante Cecchi: un osservatorio socio-economico-linguistico degli anni ‘50/’80 della provincia maceratese”. Seguirà una degustazione di prodotti tipici del territorio e in serata sarà messa in scena la commedia di Dante Cecchi “La pinsiò”
“Nei quattro eventi – spiega l’assessore Edi Castellani – la cultura rappresenterà anche una occasione d’incontro e di confronto con un territorio che ha subìto gravissime ferite con il terremoto, coscienti, oggi più che mai, che il paesaggio può cambiare aspetto all’improvviso. Si è voluto iniziare il percorso dal Museo Civico Archeologico, un contenitore importante che, attraverso i residui del passato, ci narra la storia dell’ antico paesaggio, affascinante ed importante, per avere una conoscenza del territorio, in cui la narrazione non è frammentata, ma inizia dall’origine, quando anticamente l’uomo piceno attraversò quel meraviglioso Appennino Umbro-Marchigiano, oggi balzato agli onori della cronaca non per la sua bellezza, ma per gli eventi che lo hanno duramente colpito. E’ anche attraverso questa parte della nostra storia che insieme, in modo condiviso, dobbiamo imparare ad amare e a difendere la nostra terra, per mantenere forte la nostra identità culturale marchigiana, costituita dalle tante identità territoriali che compongono Il Paesaggio Culturale delle Marche”.
Cinque anni fa, è iniziato a Treia un percorso di educazione al patrimonio culturale, rivolto a tutte le classi dell’istituto comprensivo Egisto Paladini ed inserito nel programma dell’offerta Formativa (Pof) grazie al dirigente scolastico Laura Vecchioli, e al corpo docente dei vari plessi scolastici, promosso dall’assessore alla cultura Edi Castellani. Uno dei laboratori di didattica museale, “Il Teatro nel museo”, si svolge all’interno del Museo Civico Archeologico: tale progetto, attraverso performance teatrali, in cui i bambini interpretano anche vari personaggi storici, indossando costumi delle varie epoche cui risalgono i reperti custoditi nel Museo, persegue lo scopo di favorire una maggior sensibilità verso patrimonio culturale locale. Quest’anno Victor Carlo Vitale ed Ilaria Silvestri, dell’associazione culturale Officina Teatrale, con sede a Treia, hanno curato i laboratori prima a scuola e poi nel museo.
“Il laboratorio teatrale – prosegue Castellani – con la presenza di esperti è stato possibile grazie al prezioso sostegno di Ivano Rustichelli, titolare della ditta Infissi Design di Treia, una delle più importanti aziende del territorio, di esperienza quarantennale. Il grande amore di Rustichelli per la nostra terra e la spiccata sensibilità verso la storia ed il teatro, hanno permesso la partecipazione di esperti alla realizzazione del progetto”. In occasione dell’evento, che ha visto anche un momento di incontro con i genitori dei ragazzi, all’Aula Multimediale del Museo Archeologico, lo stesso Ivano Rustichelli, ha ribadito più volte l’importanza del “fare” all’interno della scuola, sottolineando che solo con la pratica, cioè toccando con mano, i giovani riusciranno ad assimilare le tante nozioni studiate a scuola. Affermazioni condivise dall’ampia platea che ha assistito al dibattito e alle performance. La validità del progetto di Educazione al Patrimonio Culturale ha trovato prestigioso riconoscimento anche all’Università di Barcellona, a fine novembre questo è stato illustrato nell’ambito di un convegno internazionale, consentendo di far conoscere Treia e il Gioco del pallone col Bracciale. Ad arricchire l’esperienza la pubblicazione, nella rivista scientifica dell’ateneo spagnolo, del progetto e di una relazione illustrativa, dal titolo “Educiación al Patrimonio Cultural: Juego tradicional y digital storitelling”, a firma della prof.ssa Lucia Cataldo dell’Accademia di Belle Arti di Verona e Macerata e dell’assessore Edi Castellani .
Grand Tour Cultura è proposto dal Mab Marche (Coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da Icom, Anaie Aib) e dall’assessorato regionale alla Cultura.


