Banche, diamanti con prezzi gonfiati:
“Imprenditore perde 7mila euro”
IL CASO - Un piccolo imprenditore aveva investito in preziosi per poi scoprire che valevano meno della metà di quanto li ha pagati. L'avvocato Fernanda Recchi: "Un caso che riguarda diverse persone e banche in tutta Italia. Segnalerò la situazione alla Banca d'Italia"
di Federica Nardi
Investire 10mila euro in diamanti su consiglio della banca e perderne 7mila. Questa la storia di un piccolo imprenditore maceratese che ora, assistito dall’avvocato Fernanda Recchi, vuole vederci chiaro e, se sarà necessario, farà causa alla banca per indebito arricchimento. E Recchi prima di Natale andrà a Roma per chiedere spiegazioni alla Banca d’Italia su un caso che non riguarda solo la provincia di Macerata ma che coinvolgerebbe parecchie banche e un enorme giro d’affari.
Qualche risparmio sul conto, 33 anni, un’azienda da mantenere e una proposta della banca difficile da rifiutare: investire in diamanti. «Una cosa preziosa che varrà sempre di più», gli dicono nell’istituto. Il 33enne, un piccolo imprenditore della costa, ne compra cinque. Per poi scoprire, 3 anni dopo, quando la sua ditta è in difficoltà e gli serve vendere quei diamanti per pagare un fornitore, che non solo la banca non li riacquisterà ma ognuna di quelle gemme che in banca ha pagato 2mila euro, al gioielliere valgono poco più di mille ciascuna e che quindi il prezzo finale sarà di 800 euro a pezzo. Con il pagamento della custodia e la penale di 1.100 euro per aver ritirato prima della fine del contratto i diamanti dalla banca, la perdita finale sarà per il 33enne di 7mila e 700 euro a fronte di un investimento iniziale di 10mila e 800 euro. Una storia come tante da quando, circa un anno fa, le banche hanno cominciato a consigliare di investire in diamanti. A segnalare la vicenda l’avvocato Fernanda Recchi, che assiste il 33enne. «Seguo cinque clienti in questa situazione – dice il legale – nel mio team ci sono anche Fabio Del Gobbo, che valuta i costi della penale e della custodia, e Giuseppe Salvucci che è un esperto di valutazioni di diamanti». Il legale spiega come agirebbero le banche: «Il cliente viene intercettato mentre si trova in filiale – dice Recchi – e gli viene proposto un affare. Comprare uno o più diamanti con un investimento a lungo termine, di cinque o dieci anni, durante i quali la banca si occuperà della custodia dei preziosi. Il prezzo del servizio varia di istituto in istituto. Se si vuole prendere il diamante prima della scadenza il contratto prevede una penale. Il diamante viene mostrato e spesso viene mostrata anche la metà di una pagina di giornale dove compaiono le quotazioni. Ma sono quotazioni gonfiate rispetto al mercato e si trovano su un paginone pubblicitario piegato a metà, dove l’indicazione che si tratta di un messaggio promozionale però si trova nella prima metà della pagina». Così, se poi il cliente vuole rivendere i diamanti, com’è capitato al 33enne. «il gioielliere applicherà il prezzo di mercato che è molto inferiore rispetto a quello della banca. Anche i gioiellieri si stanno arrabbiando perché la gente che vuole rivendere i preziosi, quando scopre che il prezzo che hanno pagato era alto, se la prende con loro che non c’entrano nulla». Recchi andrà fino in fondo e nel frattempo consiglia «di stare attenti a queste proposte. Il diamante è un bene rifugio ma venderlo così da parte delle banche è una scorrettezza. Consiglio sempre, di fronte a una proposta del genere, di non firmare subito ma di chiedere la scheda tecnica del prezioso e poi di ottenere una valutazione esterna perché ogni diamante è diverso. Inoltre – conclude Recchi – il prezzo dei diamanti non varia molto, è abbastanza stabile, quindi tenerli fermi per 5 o 10 anni non farà aumentare il loro valore e la possibilità di speculare sul prezzo è minima».

E secondo voi le banche vogliono il vostro bene e vogliono farvi arricchire??? Colpa di chi ancora gli da fiducia e ancora dopo tutto quello che ci hanno rubato e continuano a rubare ci tiene anche i conti correnti…. togliete tutto e fatele saltare ch3 non hanno nemmeno la metà dei soldi che dicono di avere
Io mi spendo tutto non mi serve le banche