Allarme sanità: medici-pendolari
e meno sale operatorie

SALUTE - Il sindacato Cimo sul piede di guerra per l'ordine di servizio che chiede al personale dell'ospedale di Civitanova di prestare servizio anche nel punto di primo intervento di Recanati. Dall'8 dicembre all'8 gennaio garantite per i chirurghi sale solo per le urgenze e una prestazione a settimana

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L'ospedale di Civitanova

L’ospedale di Civitanova

 

Sanità in allarme: medici costretti a fare i pendolari tra Civitanova e Recanati e riduzione delle sale operatorie dall’8 dicembre all’8 gennaio. I sindacati sono sul piede di guerra per il recente ordine di servizio che prevede per i medici dell’ospedale di Civitanova l’obbligo a prestare servizio, a rotazione, anche al punto di primo intervento dell’ospedale di Recanati per coprire le carenze di organico del presidio leopardiano. Una situazione ritenuta gravissima dal Cimo il sindacato dei medici che ha indetto per domani una conferenza stampa per approfondire la questione. A questa criticità si aggiunge la riduzione delle attività di sala operatoria dall’8 dicembre all’8 gennaio. Con una lettera il direttore dell’Area vasta 3 comunica internamente che a causa delle difficoltà di gestione dei posti letto a seguito del sisma per la riallocazione dei pazienti cronici verranno ridotte le operazioni di sala operatoria, assicurando comunque le urgenze e una seduta a settimana per chirurgia, ortopedia, urologia, ginecologia. Sulla questione interviene il consigliere di Vince Civitanova Fabrizio Ciarapica: «Un altro colpo per i cittadini e per la sanità pubblica, continuamente depotenziata a favore di quella privata. Un provvedimento motivato dalla necessità di sistemare i pazienti colpiti dall’evento sismico ma che suona più come un’esigenza di risparmio, senza considerare che, chi vorrà, potrà effettuare ugualmente interventi nelle strutture private o fuori Regione, sempre con costi a carico della sanità marchigiana».

(l. b.)


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