Più umido al Cosmari,
Morgoni sul no di Pettinari:
“La salute è solo una scusa”

RIFIUTI - Il senatore del Pd attacca il presidente della Provincia dopo il rifiuto delle 6mila tonnellate in più provenienti da Ancona: "Il veto è in contraddizione con quanto autorizzato da una delibera assunta all'unanimità dai comuni"
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Il senatore Mario Morgoni

Il senatore Mario Morgoni

 

di Claudio Ricci

«Sul Cosmari Pettinari vuole fare il pentastellato ma così nega la produzione di un utile che è fra le priorità dell’azienda». Così il senatore del Pd Mario Morgoni sul no del presidente della Provincia Antonio Pettinari alle 6mila tonnellate di umido che il Comune di Ancona ha chiesto di destinare allo smaltimento nell’impianto di Piane di Chienti (leggi l’articolo). Un veto posto dal presidente in considerazione dei disagi dei comuni limitrofi all’area esposti dai sindaci che però costerà 500mila euro come segnalato dal consorzio stesso (leggi l’articolo). «Il Cosmari non è ente pubblico – sottolinea Morgoni – ma un’azienda e la sua missione non è solo l’assolvimento del servizio per la collettività ma anche la produttività. E’ un’azienda pubblica a cui partecipano tutti i Comuni della provincia che ha una valenza strategica, economica e ambientale».

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Il presidente della Provincia Antonio Pettinari

IL SISTEMA COSMARI – «In un panorama nazionale dove ci sono tante situazioni arretrate noi possiamo vantare un sistema virtuoso che supera il 65% di raccolta differenziata. Un patrimonio dotato di organizzazione ed esperienza. Proprio la Provincia 4 mesi fa ha concesso all’azienda un’autorizzazione ad aumentare da 55mila a 70mila tonnellate la quantità di umido da trattare. Ma dopo qualche mese lo stesso presidente Pettinari nega la possibilità all’azienda di accrescere la produttività entro i limiti già autorizzati sulla base di una motivazione irresponsabile se è vero che l’impianto è stato autorizzato tenendo conto della salute dei cittadini. Oppure gli accertamenti e ratificati anche dalla Provincia erano sbagliati? Non credo.  Il presidente cavalca la situazione da pentastellato in aperta contraddizione con la decisione assunta qualche mese fa. Un tema delicato come questo va gestito governando anche il malumore dei cittadini piuttosto che fomentarlo».

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Gli amministratori del territorio all’assemblea del Cosmari (foto d’archivio)

LA QUESTIONE ECONOMICA – Ai 500 mila euro si aggiungerebbero anche altre importanti risorse provenienti dal comune di Loreto. «Appare strano che la Provincia dica no quando c’è una delibera assunta all’unanimità dai sindaci dei 57 paesi (compresi quelli che oggi si dicono contrari) che autorizza l’azienda ad incrementare la quantità di umido. Un atto con cui si approvava anche la richiesta sul trattamento di umido dal comune di Loreto che avrebbe portato un beneficio al bilancio di 1,7 milioni euro. Atto già avallato dalla Regione che ha recentemente modificato il piano regionale tenendo in considerazione il sistema Cosmari. Vogliamo fare un’azienda che può crescere anche oltre i confini provinciali oppure il compito della Provincia è quello di comprimerne le potenzialità? L’azienda è dei cittadini, non dei sindaci e tantomeno di Pettinari. Esiste anche un eco-indennizzo di 400mila euro previsto per eventuali risarcimenti».

Lo stabilimento del Cosmari

Lo stabilimento del Cosmari

IL MONITO – «Pettinari pensi a convocare l’assemblea d’ambito per incaricare una figura che si occupi del servizio rifiuti e predisporre un piano che ancora non c’è. Per adesso abbiamo ancora una guida tecnica affidata al direttore del servizio idrico. Sono passi necessari perché il Cosmari diventi il sistema di riferimento della Regione».

IL TEMA DELLA SOLIDARIETA’: «Già da mesi Ancona aveva chiesto di accedere agli impianti perché non riesce da sola a gestire lo smaltimento dell’umido. Come è già successo alla provincia di Macerata quando non aveva la discarica di Cingoli e si è dovuta appoggiare ad Ancona. Si tratta in senso lato di una solidarietà di sistema. Se il Cosmari non concede l’impianto dove occorrerà portare quei rifiuti? Quanta Co2 andrebbe prodotta per lo trasporto del materiale in siti più lontani? Temi questi che vanno affrontati in maniera aperta e in un’ottica sostenibile».



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