Castelsantangelo, un paese di crepe e deserto:
La visita dell’onorevole Richetti:
“Mi impegnerò per aiutarvi”

SISMA - L'abitato è stato chiuso a causa delle ultime scosse. Questo pomeriggio è arrivato il deputato, braccio destro di Renzi nel periodo della rottamazione. Sciapichetti: "I fondi vengano direzionati in modo corretto e non finiscano a città che non hanno subito danni". Le testimonianze degli sfollati. LE FOTO DELLA ZONA ROSSA

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Da sinistra Matteo Richetti, Mauro Falcucci, Danilo Risi, Angelo Sciapichetti e Fabio Urbinati in visita alla tendopoli di Castelsantangelo sul Nera

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Il sindaco Falcucci sull’auto dei vigili del fuoco

 

di Federica Nardi

«Castelsantangelo, un paese dimenticato». Non basta la visita dell’onorevole Matteo Richetti, braccio destro di Renzi nella sua campagna per la “rottamazione”, a togliere ai quasi 60 ospiti della tendopoli la convinzione che il terremoto rischia di spazzare via non solo le case ma anche la loro vita nella città che amano e dove vivono. Questo comune che nasconde gioielli d’arte romanica ed è famoso per l’acqua che disseta tutte le Marche è uno dei più colpiti dal sisma del 24 agosto ma ancora non è stato inserito nella lista dei territori dove le tasse vengono sospese. «Tornerò a Roma – dice Richetti, in partenza per Arquata – e mi impegnerò perché questo Comune faccia parte della zona cratere».
La sua è una visita lampo, ad accompagnarlo l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il sindaco Mauro Falcucci e il consigliere regionale Fabio Urbinati. Bar, norcineria, poi la tendopoli dove Richetti, che ha vissuto il sisma in Emilia da presidente del Consiglio regionale, suggerisce per la ricostruzione «soluzioni durature e radicali che durino nei prossimi decenni». Sciapichetti lascia la tendopoli con l’impegno che «i fondi vengano direzionati in modo corretto e non finiscano a città che non hanno subito danni». La visita è finita, nella tendopoli, a 10 giorni dal sisma, si ricostruisce piano piano una quotidianità.

Matteo Richetti e Angelo Sciapichetti incontrano Augusto Polidori

Matteo Richetti e Angelo Sciapichetti incontrano Augusto Polidori

Domenico Marzoli

Domenico Marzoli

Di notte a turno chi dorme nel campo fa da vedetta contro gli sciacalli. «Sono passati anche qui», dice Augusto Polidori, 54 anni, romano che da 4 anni si è trasferito a Castelsantangelo sul Nera insieme alla moglie. La sua casa, eredità di famiglia, ora «è da buttare giù, me l’hanno detto stamattina i vigili del fuoco. Siccome non abbiamo avuto vittime si sono dimenticati di noi, deve venire la Regione: vogliono far morire questo paese?». Una domanda che rimbalza di bocca in bocca mentre si consuma tutti insieme il pranzo preparato dalle volontarie all’opera nella cucina da campo. Domenico Marzoli, 58 anni, è l’ex assessore ai Servizi sociali e la sua casa, nella frazione di Gualdo, è stata «tirata giù da quella vicina. Avevo speso 100 milioni di lire per ristrutturare nel 97, questo mi ha salvato la vita. Ora però bisogna aiutare anche chi qui ha la seconda casa oppure il paese è finito». Anche Gualdo, come il centro alto di Castelsantangelo, è ormai un paese fantasma, con il 90 percento delle case lesionate e una faglia che ha fatto scomparire una falda acquifera nel giro di una notte. Angela Santori, 63 anni, viene dalla provincia di Terni e vive qui da 47 anni: «abito in centro storico da sola – dice la donna – ora è tutto inagibile. Ho lavorato 18 anni alla casa di riposo, là c’è metà del mio cuore. Queste sono le mie radici e qui rimango ma ci hanno dimenticato, ci sono più danni del 97. Stiamo qua accampati, abbiamo perso tutto tranne, fortunatamente, gli affetti».

centro storico castelsantangelo terremoto

Nel cuore del centro storico di Castelsantangelo, ora chiuso perché inagibile

Virginia Bozzi

Virginia Bozzi

Virginia Bozzi, 42 anni, è la coordinatrice della casa di riposo “Angela Paparelli”, irrimediabilmente lesionata dopo il sisma. «Noi vogliamo ritornare là – dice Virginia – e vogliamo che gli ospiti tornino qui e non da un’altra parte. Quella struttura è un lascito alla città della signora Paparelli. Per noi gli anziani ospiti sono una seconda famiglia, non è un lavoro come gli altri e vorremmo tutti riuscire a rimetterli insieme. Siamo in 17 a lavorare là, anche i parenti mi chiamano e mi chiedono quando torneremo». Tra i problemi anche l’istallazione dei contatori per l’acqua. Una situazione, per molti, paradossale: «Chiediamo che la norma sull’acqua sia sospesa o cancellata – dice Marco Alfani, 54 anni, di Castelsantangelo – Ridicolo che in una zona come questa, che vende l’acqua a tutta la Regione e che inoltre ora è anche terremotata vengano messi i contatori».

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Marco Urbani

Dietro di lui, all’ombra della tenda che ospita i tavoli, la tv accesa tiene compagnia ai residenti. «Si guardano sempre notizie sul terremoto – dice Marco Urbani, 61 anni, coordinatore della Protezione civile di Castelsantangelo e del campo allestito a fianco dello stabilimento Nerea. In città, dice, «viviamo un dramma. Nel campo dovremmo restare massimo un mese e poi trasferirci al primo piano dello stabilimento Nerea, in casette di legno o cercare altrove». C’è anche chi, come Agostino Batassa, 70 anni, di Castelsantangelo, nutre forti dubbi sulla posizione della tendopoli: «qua siamo sotto gli scogli di monte Cadosa, che non so se sono a rischio crollo. Dall’altra parte c’è il fosso di Nocria e siamo sotto il livello della diga della centrale idrolettrica. Se viene giù tanta acqua facciamo la fine dei topi». A pochi minuti di auto dal campo, nel centro di Castelsantangelo, la paura delle ultime scosse della notte è ancora viva. «Mi ha fatto tremare», dice Maria Seccaccini, 59 anni, titolare della Norcineria Altonera. «Non si dorme la notte», conferma Francesco Di Antonio, 47, operaio. Il Comune, parzialmente inagibile, è stato puntellato e resta come punto di riferimento della comunità. Nel suo ufficio il sindaco non smette mai di lavorare: «Servono i sopralluoghi della Protezione civile regionale – dice – se non era per i nostri volontari stavamo per terra. La ricostruzione deve partire per nuclei. Non dobbiamo farlo diventare un paese fantasma. Servono l’Europa, lo Stato e anche investimenti privati e sarebbe ora di prevedere una polizza assicurativa contro il sisma». La sua preoccupazione è che «questo terremoto diventi politico, bisogna finanziare i Comuni veramente colpiti dal sisma».

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Giochi nella tendopoli

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Il consigliere comunale Stefano Marzoli Capocci indica l’inizio della zona rossa nel centro storico di Castelsantangelo sul Nera

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Marco Alfani

Agostino Batassa

Agostino Batassa

Angela Santori

Angela Santori

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Angelo Sciapichetti e Matteo Richetti di fronte al palazzo comunale di Castelsantangelo

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Mauro Falcucci nel suo studio

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Lavori di messa in sicurezza del palazzo comunale

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Maria Seccaccini

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L’interno delle tende nel campo di Castelsantangelo

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Le volontarie al lavoro nella cucina del campo

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La sede della forestale dichiarata inagibile a Castelsantangelo

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La frazione di Gualdo

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Crolli a Castelsantangelo sul Nera

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A sinistra il fiume, a destra la tendopoli

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La tenda comune

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La sede del museo della Montagna, ora inagibile

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Crollo delle mura della casa di riposo

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La casa di riposo di Castelsantangelo

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La frazione di Gualdo

 


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