Solidarietà alla bancarella fascista,
Forza Nuova: “Andremo a fare shopping”

VISSO - Il gruppo di estrema destra esprime vicinanza al venditore di cimeli del ventennio: "Non c'è nulla di strano nel presentare oggetti dedicati a un ex capo del governo del popolo italiano"
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Tommaso Golini Forza Nuova comizio piazza Cesare Battisti 10

Tommaso Golini

 

La bancarella del duce non si tocca, la vendita di oggetti inneggianti al fascismo non viola la legge. E’ questa la posizione di Forza Nuova Macerata che esprime solidarietà al commerciante di Visso, accusato da Rifondazione Comunista di apologia per l’esposizione di cimeli del ventennio (leggi l’articolo). Secondo gli esponenti del gruppo di estrema destra «non c’è nulla di strano nel vendere oggetti che raffigurano un ex capo del governo del popolo italiano. Forza Nuova prende posizione in merito al commerciante accusato di vendere gadget e souvenir “nostalgici” a Visso – scrive il coordinatore provinciale Tommaso Golini –  In Italia esiste il libero mercato. Ognuno nel proprio negozio può vendere quello che vuole, ed evidentemente il materiale esposto nella tanto contestata bancarella di Visso viene venduto con finalità non vietate dalla legge penale».

cimeli fascisti

Cimeli fascisti (foto d’archivio)

Rifondazione Comunista ha infatti fatto appello al sindaco di Visso e alla Regione affinché la bancarella, che espone oggettistica varia raffigurante Mussolini, Hitler e altri emblemi fascisti, venisse al più presto rimossa dal mercatino turistico del borgo montano. «Sono legalmente in commercio prodotti che raffigurano Stalin e altri sanguinari dittatori comunisti – continua Golini – sinceramente non vediamo né reati né peccati in un commerciante che decide di vendere a titolo storico souvenir che raffigurano l’ex capo del governo del popolo italiano. Non comprendiamo questo accanimento, a nostro avviso isterico, nei confronti del titolare della bancarella e nei prossimi giorni faremo un giro a Visso per manifestare tutta la nostra solidarietà, e magari perché no, anche per fare un po’ di shopping. Meglio farebbero le forze politiche e associative che hanno creato questo “caso” a pensare ai tanti crimini compiuti dai partigiani durante la guerra – conclude Golini – alle tante macchie che stanno emergendo sulla storia della Resistenza, e soprattutto ai cittadini, che siamo certi hanno problemi ben più seri a cui pensare come sbarcare il lunario per arrivare alla fine del mese, piuttosto che rincorrere i fantasmi del passato. Basta con i giudici del pensiero e con gli psicoreati».



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