Souvenir con Mussolini e Hitler a Visso,
“fate chiudere quella bancarella fascista”

DENUNCIA - Nel mercatino turistico spunta la "bancarella del Duce" che propone oggetti legati al ventennio. La segreteria provinciale di Rifondazione Comunista scrive al sindaco e alla Regione: "Fermate subito questo commercio della vergogna. E' apologia"
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cimeli fascisti

Alcuni cimeli del fascismo in una bancarella (foto d’archivio)

 

Oggetti che inneggiano al Duce e al fascismo in vendita al mercatino turistico di Visso. Nel borgo montano è apparsa la “bancarella del duce” che espone cimeli legati al ventennio come asce bipenni e fasci littori, manganelli, busti di Mussolini e Hitler, libri e foto del ventennio. A denunciarlo è Rifondazione Comunista Macerata che chiede l’immediata cessazione dell’attività di vendita. «Si potrebbe chiamare “Fascisti su Visso” e magari riderci su – commenta la segreteria provinciale di Rifondazione – invece è un indice della deriva sociale e politica del Paese. In vendita ci sono tutta una serie di paccottaglie kitsch, un vero e proprio armamentario apologetico». L’accusa è anche verso le istituzioni e le autorità colpevoli di troppa leggerezza: «Vogliamo ricordare che l’apologia di fascismo è un reato in Italia – continua Rifondazione – Visso ha visto il sacrificio e la lotta partigiana. E’ la custodia e la memoria della Resistenza che dovrebbe essere al centro della ricostruzione etica della comunità. Le distrazioni delle istituzioni e delle autorità a questi fenomeni raccontano del cinismo della rappresentanza politica indifferente a tutto quello che non è utile al consenso. Queste lugubri farse non possono essere giustificate». Quindi l’appello al sindaco e alla Regione: «Ci  aspettiamo che il primo cittadino e le autorità facciano cessare immediatamente questa attività. Siamo certi che insieme a noi l’Anpi di Macerata e le rappresentanze territoriali faranno sentire la loro voce. Crediamo che sia giunto il momento per un’iniziativa regionale che vieti in qualsiasi forma il “commercio della vergogna” che queste tristi cianfrusaglie rappresentano; c’è già in Emilia Romagna una proposta di legge, ci auguriamo che subito si costituiscano le condizioni per promuoverla nelle Marche».



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