Sconti sugli allarmi, 49 sindaci
firmano il protocollo col sottosegretario:
“Lo Stato scommette su questo progetto”
MACERATA - Gianpiero Bocci oggi in città per siglare l'accordo insieme al prefetto Preziotti, quasi tutti i comuni e associazioni bancarie e d'impresa. Si potranno ottenere agevolazioni per acquistare sistemi di sorveglianza. Presto la lista di aziende e istituti a cui rivolgersi sarà disponibile online

Sindaci della provincia di Macerata, forze dell’ordine e associazioni bancarie e d’impresa alla firma del protocollo per la sicurezza questa mattina in prefettura

Gianpiero Bocci firma il protocollo. A destra il prefetto di Macerata Roberta Preziotti
di Federica Nardi
(foto di Lucrezia Benfatto)
Quante volte la videosorveglianza nei locali o un sistema d’allarme in una casa avrebbe potuto evitare un furto o aiutare le forze dell’ordine a catturare i ladri. Ma i costi di questi impianti di sorveglianza non sono alla portata di tutti. Anche se, in un territorio particolare come quello del Maceratese (tra zone montane e costiere e molta dispersione abitativa), potrebbero fare la differenza. Per questo la prefettura di Macerata ha pensato di riunire associazioni bancarie e d’impresa, forze dell’ordine e Comuni per rendere queste strumentazioni più accessibili.
Stamattina sono 49 i sindaci che hanno firmato il protocollo, compresi i primi cittadini di Macerata e Civitanova. Come aveva già annunciato nei giorni scorsi il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini ha disertato il tavolo (leggi l’articolo). Presenti anche Gianluca Pesarini (presidente di Confindustria Macerata), Luciano Goffi (presidente Associazione Bancaria Italiana), i presidenti di Cna Macerata (Giorgio Ligliani), Confesercenti (Ulderico Orazi) e Confartigianato (Renzo Leonori). L’ultima firma è stata quella del sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, stamattina in città per benedire l’opera di rafforzamento istituzionale della sua collega Roberta Preziotti: «Il prefetto – dice Bocci – è riuscita a costruire questo accordo in poco tempo. Un protocollo con cui lo Stato scommette sulle imprese che si assumono l’impegno di garantire la sicurezza dei cittadini. Bisogna insistere sul filone della prevenzione per portare il Paese fuori dalla palude della crisi economica e dell’illegalità».

Da sinistra Gianluca Pesarini, Gianpiero Bocci e Roberta Preziotti
Anche se, dice il sottosegretario, nel Maceratese «c’è un buon tasso di sicurezza grazie all’impegno delle forze dell’ordine e a un tessuto sano di cittadini e imprese». L’accordo, «complementare al protocollo sul controllo del vicinato», spiega Preziotti, si traduce principalmente in sconti e agevolazioni per associazioni, privati e enti pubblici che vogliano acquistare la cosiddetta “sicurezza passiva”, cioè sistemi di sorveglianza come illuminazione, allarmi, inferriate e grate, serrande blindate, serrature particolari che sono già da sole un deterrente per molti furti. Basta rivolgersi a uno degli istituti di credito della provincia di Macerata (e qui c’è l’assicurazione del presidente dell’Abi Luciano Goffi che conferma «l’impegno di tutta la collettività bancaria regionale»), dimostrare di avere una qualche garanzia (busta paga, pensione, un’indicazione di finalità per le pubbliche amministrazioni) e si otterrà un credito agevolato. Le aziende che vendono le apparecchiature applicheranno anche degli sconti. La lista sarà presto pubblicata sul sito della prefettura, in modo che sia chiaro a quali banche e aziende rivolgersi. A parlare a nome di tutti i sindaci presenti è stato Romano Carancini che ai ringraziamenti ha accompagnato la richiesta di «rafforzare le forze dell’ordine» e di prestare più attenzione alla figura dei sindaci, «vera spina dorsale per la tenuta istituzionale».


In prima fila i sindaci Giuseppe Pezzanesi (Tolentino), Francesco Fiordomo (Recanati), Tommaso Corvatta (Civitanova) e Romano Carancini (Macerata)


Romano Carancini (Macerata)

Tommaso Corvatta (Civitanova)

Francesco Fiordomo (Recanati)

Roberto Mozzicafreddo (Porto Recanati)

Giuseppe Pezzanesi (Tolentino)

Roberta Preziotti, Luciano Goffi e Renzo Leonori



