Bocci a Macerata per sconti sugli allarmi,
Saltamartini: “Cingoli diserterà il tavolo”

SICUREZZA - Il sottosegretario all'Interno è atteso in prefettura il 25 luglio. In agenda la firma di un protocollo per sensibilizzare banche e negozianti a formulare condizioni favorevoli per l'acquisto di impianti antifurto. Il sindaco del Balcone delle Marche: "Non viene per spiegare cosa sta facendo il governo sull'allarme lanciato in termini di infiltrazioni mafiose o per farci sapere quando arriveranno più poliziotti e carabinieri"
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Gianpiero Bocci

Gianpiero Bocci

Il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, arriverà in prefettura a Marcata, per un protocollo sulla sicurezza ma il Comune di Cingoli diserterà il tavolo. «Sì, perché sarà un incontro sugli sconti per l’acquisto dei sistemi di allarme – spiega il sindaco Filippo Saltamartini – non per spiegare cosa sta facendo il Governo sull’allarme lanciato dal procuratore Macrì in termini di infiltrazioni mafiose anche nelle Marche o per farci sapere quando arriveranno i 2mila tra poliziotti e carabinieri che mancano in regione per garantire una maggiore sicurezza del territorio». Bocci è previsto a Macerata per il 25 luglio. In agenda infatti c’è la firma del protocollo “Lavoriamo per la sicurezza”. Promosso dalla prefettura (tutti i Comuni invitati), prevede l’ impegno della commissione regionale dell’Associazione Bancaria Italiana nel sensibilizzare gli istituti di credito associati affinché questi formulino condizioni di favore nell’erogazione di prestiti finalizzati all’acquisto di  impianti di sicurezza passiva.  L’accordo prevede anche l’impegno delle associazioni di categoria degli industriali, degli artigiani e degli esercenti commerciali, a interessare i propri iscritti affinché formulino anch’essi condizioni vantaggiose di sconto sui propri servizi di vendita ed installazione.

«Che cosa andiamo a fare ?- continua Saltamartini – Sarà una carnevalata. Verrà a chiedere sconti alle ferramenta, elettricisti, fabbri e banche per favorire un ricorso più grande alla sicurezza fai da te. A Cingoli abbiamo speso molti soldi per le telecamere però, se il Viminale non paga il software necessario a far sì che ci si colleghi con la banca dati del ministero dell’Interno, sono inutili perché non in grado di rilevare e riconoscere subito targhe di ricercati e criminali. Le telecamere non hanno quella funzione fondamentale di prevenire la criminalità o la commissione di altri illeciti che hanno in altri Paesi. Se fossero collegate l’eventuale passaggio di auto sospette o di presunti terroristi potrebbe essere facilmente intercettate».

(Mar. Ve.)

 



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