Costamagna non convoca il consiglio,
i 5 della sfiducia depositano la richiesta
CIVITANOVA - Il regolamento prevede che se il presidente del consiglio non raduna l'assise siano i consiglieri a chiederlo. Marzetti appoggia l'iniziativa e rilancia: "Se non lo fanno loro lo farà il centrodestra. Ci sono punti importanti da discutere, non si possono paralizzare le attività consiliari per beghe politiche"
di Laura Boccanera
Ivo Costamagna non convoca l’assise a Civitanova così i 5 firmatari della sfiducia al presidente del consiglio si muovono per depositare la richiesta. La consegneranno domani mattina. Si inasprisce la divisione all’interno del centrosinistra dopo che i 5 consiglieri hanno depositato la mozione di sfiducia per Costamagna. Da allora il presidente del consiglio ha dilazionato la sua presenza istituzionale. Era assente anche ai lavori di presentazione della Commissione parlamentare di oggi. Si farebbe negare anche al telefono. Un modo forse per procrastinare la fine del mandato e prendere tempo o forse per studiare una possibile strategia. Fatto sta che il consiglio non ha ancora una data e il regolamento permette, in assenza di convocazione da parte del presidente, che siano i consiglieri a richiederlo. Ne serve almeno un quinto del totale. E così domani Pier Paolo Rossi, Piero Gismondi, Belinda Emili, Marco Dolci e Paolo Rachiglia, gli stessi della sfiducia, chiederanno ufficialmente la convocazione. Un modo per accelerare la sfiducia a Costamagna, anche se ufficialmente la richiesta arriva per trattare alcuni punti importanti e non procrastinabili. C’è infatti da discutere del regolamento del polo museale di Civitanova Alta, della convenzione per l’ex ente fiera e di alcune variazioni di bilancio da approvare entro la fine di luglio.
Della stesso avviso riguardante la necessità di una convocazione urgente anche Sergio Marzetti, di Ncd, che suggerisce ai cinque di richiedere la convocazione. «Sono troppo importanti i punti all’ordine del giorno da trattare, le beghe politiche non devono fermare i lavori del consiglio – dice Marzetti – ritengo inoltre che l’eventuale iniziativa avrà il supporto delle opposizioni di centrodestra, cui interessa non tanto le beghe interne alla maggioranza o se Costamagna debba o no continuare ad essere il presidente dell’ assemblea, ma che la città abbia un’amministrazione efficace e propositiva, attenta più ai problemi che non alle diatribe interne e alle lotte di potere. Se pertanto i consiglieri Gismondi, Emili, Rossi, Rachiglia e Dolci vorranno confermare che i temi di urbanistica e di bilancio sono prioritari e più importanti per la città che non la presidenza del Consiglio di Costamagna, più che fare pressing sul sindaco e sull’introvabile presidente del Consiglio, farebbero meglio a prendere carta e penna e richiedere la convocazione. E se questo non dovesse succedere, non è escluso che sia il centrodestra a prendere l’iniziativa, magari stralciando dall’ordine del giorno la discussione sulla sfiducia che la maggioranza farebbe bene a risolvere senza coinvolgere gli interessi della città».

