Nuova Banca Marche,
pronto il memorandum per la vendita

CREDITO - Inviato il documento propedeutico alla presentazione delle offerte preliminari e alla fase di due diligence, ad una ventina di soggetti che hanno manifestato interesse: tra questi ci sarebbe Cariparma. La cessione dovrebbe perfezionarsi entro l'estate

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Banca delle Marche, la sede a Jesi

Banca delle Marche, la sede a Jesi

 

 

Nuova Banca Marche e le altre tre good bank (Etruria, CariFerrara, CariChieti) nel mirino di 20 gruppi. In particolare l’istituto jesino interesserebbe a CariParma. E’ tutto pronto per l’avvio della vendita degli istituti nati dalle ceneri delle banche salvate dal fondo di risoluzione tramite un’iniezione di capitale di 1,8 miliardi, sostenuta dal sistema bancario nazionale. Già oggi sarebbe stato inviato l’info memorandum, propedeutico alla presentazione delle offerte preliminari e alla fase di due diligence, ad una ventina di soggetti che hanno manifestato interesse. Si tratterebbe di banche italiane, fondi, e banche estere. Tra questi, secondo quanto riferito dall’Ansa che cita fonti vicine all’operazione, dovrebbero esserci diversi gruppi italiani come Ubi Banca, Bper, Cariparma, Banco Popolare e la Popolare di Bari; oltre ad una serie di banche straniere e fondi di private equity come Apollo, Fortis, Canterbridge e Anacap Financial partner. In particolare ad essere interessata a Banca Marche ci sarebbe la Cariparma. La vendita degli asset delle banche potrebbe totalizzare non oltre 800 milioni di euro. La cessione dovrebbe perfezionarsi entro l’estate, sempre secondo l’Ansa. Intanto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha annunciato che è stato rivisto al rialzo il valore delle sofferenze delle 4 banche. Lo ha detto durante una audizione al Senato, ricordando come il valore deciso “d’urgenza” nel novembre scorso fosse stato deciso “tenendo conto delle comunicazioni al governo da parte delle Commissione Ue” che ha indicato come valore economico reale di cessione delle sofferenze il 25% del nominale sui garantiti da ipoteca e l’8,4% chirografaria con una media del 17,6%. Ora Visco rileva come tali valori siano stati rivisti di media al 31% per i garantiti e il 7,3% gli altri, con una media ponderata del 22,4%. E’ di queste ore anche la notizia della richiesta di Medioleasing spa del sequestro di 15 milioni di euro nell’ambito dell’azione di responsabilità da 87 milioni di euro avviata ad Ancona contro 14 persone tra ex amministratori, membri del Cda, sindaci, società di revisione e tecnici (leggi l’articolo).

Sempre sul fronte Banca Marche, oggi è stato ascoltato il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Jesi, Alfio Bassotti, dalla Commissione di indagine sull’istituto jesino.  “In tre anni – ha detto – si è persa una cifra pari a 123 milioni di euro. Un danno enorme per tutte le Fondazioni, per i risparmiatori e per il territorio marchigiano, scippati di una cifra incalcolabile”. Bassotti ha anche annunciato l’intenzione di procedere per vie legali nei confronti di Bankitalia per omessa vigilanza: “Porteremo in tribunale Banca d’Italia”, ha dichiarato. Su eventuali responsabilità delle Fondazioni, ha detto: “Le Fondazioni possono aver sbagliato ma solo limitatamente nell’esposizione oltre misura nel settore delle attività immobiliari. Un eventuale errore che però gli organi di vigilanza non hanno mai evidenziato”. Ultimate, con quella di oggi, le audizioni, ora la Commissione si metterà al lavoro per consegnare entro la fine di maggio una relazione finale. Finora la Commissione, presieduta da Mirco Carloni (Area popolare) e composta da Gianluca Busilacchi (Pd, vicepresidente), Luca Marconi (Udc), Jessica Marcozzi (FI) e Boris Rapa (Uniti per le Marche) ha svolto nove audizioni. Hanno interessato il responsabile della vigilanza Consob Filippo Macaluso, il presidente della Fondazione Carifano Fabio Tombari, il commissario liquidatore Bruno Inzitari, l’ex direttore generale e neo amministratore delegato di Nuova Banca Marche Luciano Goffi, l’ex presidente dell’istituto di credito (2009-2012) Michele Ambrosini, le rappresentanze sindacali e dei consumatori, la Commissione di studio istituita dal comune di Jesi e il funzionario dell’unità di crisi di Bankitalia Roberto Cercone, che ha risposto a una lista di dieci domande.


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