Storie di migranti nel libro
di Adrian Bravi
MACERATA - Pubblicata da Eum ”Variazioni straniere”, una raccolta di nove racconti dello scrittore argentino, ma recanatese di adozione

Adrián Bravi
Nove racconti di migranti e migrazioni. Sono molte le anime che convivono nel libro “Variazioni straniere” di Adriàn Bravi, edito dalle Edizioni università di Macerata (Eum). Da un anziano che dopo essere stato ucciso dalla propria moglie racconta la storia della sua badante ucraina, agli immigrati arruolati per la costruzione di un muro che impedirà l’ingresso degli stranieri dell’est, i personaggi nati dalla penna dello scrittore argentino, ma recanatese di adozione, sono frutto di un lungo lavoro di scrittura: «Quasi tutti i racconti – spiega l’autore – sono nati da storie vere, che poi vengono trasformate o viste da punti di vista diversi. Tra tutti i racconti, forse quello a cui sono più legato è il primo, “Dopo la linea dell’equatore”, se non altro per le cose che ho sentito raccontare in famiglia riguardo mia zia. Però, sono abbastanza legato anche a “Io, il badato” e a “La figlia di Liborio e il suo cappottino rosso”, che parla di una polacca che un giorno piomba in casa di un anziano presentandosi come sua figlia. Con ogni racconto ho un legame particolare».