“Una stanza tutta per sè”
per le vittime di violenza

25 novembre, giornata nazionale contro la violenza sulle donne. Accordo del Soroptimist International con i carabinieri per la presenza in ogni comando provinciale di un luogo in cui raccogliere le confidenze e le denunce delle donne

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soroptimist a Vienna

Le socie Soroptimist di Macerata a Vienna con le colleghe austriache

 

di Donatella Donati

Nel consiglio nazionale straordinario del 21 novembre a Roma del Soroptimist International è stato consegnato alla presidente nazionale Leila Picco un documento importantissimo, la lettera del colonnello dei carabinieri Marco Minicucci che segnala, per quanto riguarda la violenza contro le donne di cui il 25 novembre ricorre la giornata, quale punto di contatto a livello centrale per l’intesa Soroptimist–comando dei carabinieri a livello nazionale il tenente colonnello Paolo Abrate. Il progetto riguarda la presenza presso ogni comando provinciale di un luogo  “Una stanza tutta per sè” in cui raccogliere le confidenze e le denunce delle donne maltrattate senza alcuna presenza di elementi formali quali una scrivania o un registratore ma come sede di una confidenza iniziale dopo la quale si passerà al collegamento con le istituzioni comunali e provinciali preposte alla salvaguardia dell’integrità femminile.

Questa intesa con l’arma dei carabinieri è molto importante perché formalizza un procedimento corretto di aiuto alle donne maltrattate alla cui salvezza il Soroptimist International dà tutto il suo contributo e la sua disponibilità senza riserve. L’occasione ci spinge a segnalare che il contributo del ministero degli Interni è stato sollecitato dal magistrato Mario Paciaroni già pubblico ministero di La Spezia e proprio a La Spezia nel prossimo dicembre sarà firmata ufficialmente la prima intesa nazionale. Del pacchetto di azioni fa parte anche l’attenzione rivolta ai figli dei carcerati e delle carcerate per le quali dovrà trovarsi per i colloqui all’interno dei penitenziari uguale accoglienza e sensibilità. Il 25 novembre è la giornata internazionale dedicata a combattere la violenza contro la donna e in tutto il mondo, è volontà dell’Onu, si esortano iniziative e manifestazioni che pongano un limite a questo straziante vulnus della civiltà mondiale. Per ragioni diverse, per cause culturali di vario genere, per complicità di regolamenti e disposizioni innaturali, la vita delle donne è sottoposta all’oppressione pretesa con la forza.

Christine Berthold

Christine Berthold

Ne abbiamo parlato con Christine Berthold, viennese, presidente del club Soroptimist di Macerata. «E’ un onore per me,  –  dice – rappresentare il Soroptimist di Macerata una città della quale apprezzo la civiltà e il buon volere e nella quale episodi di soprusi e violenze alle donne sembrano almeno apparentemente assai rari. Sicuramente questo dipende dallo spirito di solidarietà e di integrazione sociale che è presente nella cultura locale. Questo non ci esime dal condannare senza attenuanti quanto soffrono le donne in Italia per la violenza maschile». Lei pensa, le chiedo, che nel resto dell’Unione Europea ci siano meno assassini e meno violenze che in Italia? «Sono state recentemente pubblicate le statistiche sull’argomento e modi diversi di violenza anche se non conducono alla morte ci sono un po’ dappertutto e si manifestano non solo attraverso l’uso della forza ma anche l’obbligo di rispettare convenzioni che non hanno nessun confronto con la legge uguale per tutti e colpiscono nel lavoro, nella vita familiare una grande quantità di donne. Forse nel sud d’Europa più che nel nord. Ma la giornata del 25 novembre riguarda tutta la terra e purtroppo in vari paesi di essa si manifestano comportamenti inaccettabili e iniqui in nome dei più vari motivi, religiosi, politici e anche soltanto di genere. Per questo riteniamo molto importante l’opera del nostro Club che si estende in tutto il mondo ed essendo solo di donne, e di donne che lavorano, ha una responsabilità in più nei confronti di una battaglia da vincere». Christine intende riprendere i contatti con il club di Bergen con il quale è avvenuto anni fa un gemellaggio e di estendere i rapporti tra il club di Macerata e altri club europei con alcuni dei quali in passato sono stati fatti dei collegamenti. Niente è più utile per l’ intesa internazionale dell’amicizia tra le donne di paesi diversi perché attraverso la loro opera si uniformano i comportamenti dettati dalla civiltà e dalla giustizia e si trasmettono ai propri figli i valori di uguaglianza e parità. In questa direzione avere nel 25 novembre un giorno uguale in tutto il mondo per combattere contro la violenza sulle donne è una occasione da non trascurare.


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