Acqua, meeting internazionale
Otto Paesi a confronto sulla gestione
MACERATA - L’A.Ato 3, l’assemblea di ambito territoriale ottimale, promuove un confronto internazionale sulle risorse idriche. L'appuntamento è per il 23 novembre, a partire dalle 15.30 all'hotel Claudiani con 5 giorni di incontri tra i 17 partner della regione adriatica coinvolti nel progetto Drinkadria

il gruppo Drinkadria
Al via lunedì (23 novembre), a partire dalle 15.30 all’hotel Claudiani di Macerata, il meeting internazionale Drinkadria: 5 giorni di confronto e aggiornamento tra i 17 partner di 8 Paesi della regione adriatica coinvolti in un progetto europeo finalizzato ad individuare accordi per una migliore gestione delle risorse idriche nell’area.
Promosso dall’assemblea di ambito territoriale ottimale di Macerata (l’A.Ato n.3 Marche Centro, Macerata, a livello locale, ha il compito di verificare lo stato di strutture e impianti, di adottare la convenzione per la gestione, di indicare la tariffa del servizio idrico da applicare all’utenza a completa copertura dei costi dello stesso e di verificarne la corretta applicazione oltre che il corretto svolgimento del servizio, al fine di raggiungere gli obiettivi e mantenere i livelli di qualità previsti dal piano di ambito), l’appuntamento si compone di una serie di workshop tecnici e di un convegno conclusivo, dal titolo “Il progetto Drinkadria: gestione sostenibile e integrata delle risorse idriche e dei sistemi di approvvigionamento potabile”, che si terrà nella mattinata del 27 novembre, all’Abbadia di Fiastra a Tolentino (l’evento di chiusura è gratuito e aperto al pubblico). Oltre all’Italia – rappresentata appunto dall’A.Ato n. 3 di Macerata, dall’Istituto di Ricerca sulle Acque – Irsa del Cnr, da Veritas (multiutility a partecipazione pubblica attiva nei servizi idrici integrati del Veneto) e dalla consulta per l’ambito territoriale ottimale orientale triestino, partner capofila – saranno presenti i referenti internazionali del progetto, provenienti da Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Grecia – e i portatori di interesse a livello locale e regionale.
Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico per oltre 6 milioni e 600 mila euro: obiettivo finale promuovere l’adozione di linee guida e protocolli standard comuni per ottimizzare la gestione del servizio idrico integrato nella Regione Adriatica. Nell’ambito del progetto, l’A.Ato n. 3 di Macerata ha a disposizione un budget di circa 560.000 euro, di cui 430.000 dedicati allo sviluppo di un progetto pilota, con il coinvolgimento diretto delle Aziende di gestione del servizio idrico integrato operanti sul territorio. Tra i primi risultati tangibili del progetto, che dovrebbe concludersi entro il primo quadrimestre del 2016, è da annoverare la realizzazione del sito web www.drinkadria.eu, in continuo aggiornamento, nelle cui pagine vengono riepilogati i contenuti generali e gli obiettivi principali, pubblicati gli output scaturiti dalle attività concluse e segnalati i principali eventi correlati. Tra questi figurano gli output prodotti sul nostro territorio dall’A.Ato n. 3 anche grazie al contributo della scuola di scienze e tecnologie dell’Università di Camerino.

Fulvio Riccio, AAto 3 Macerata
Il progetto pilota, relativo alla installazione di sistemi di misurazione e strumenti di monitoraggio della disponibilità e della qualità delle acque presso le principali captazioni del territorio, vede il raccordo costante con le Aziende di gestione del servizio idrico integrato operanti nel territorio di competenza dell’A.Ato n. 3. Ad oggi le spese effettivamente sostenute e rendicontate ammontano a 190mila euro, pari al 44% del totale, e le attività messe in atto comprendono l’acquisto e l’installazione della strumentazione necessaria per la maggior parte delle 20 fonti di approvvigionamento individuate dal progetto pilota. Tra queste i Campi Pozzi Acquevive e Rotacupa di Macerata gestiti dall’A.P.M. S.p.A., quelli lungo la valle del Potenza (Vallememoria, San Firmano e Marolino) gestiti dall’Astea S.p.A., l’opera di presa della sorgente San Chiodo, che alimenta l’Acquedotto del Nera, le sorgenti San Giovanni di Sefro (A.S.SE.M. S.p.A.), Valcimarra di Caldarola (A.S.S.M. S.p.A.) e Le Vene di Monte Cavallo (a servizio del Comune di Camerino), il Campo Pozzi di Via Lelli (ATAC Civitanova S.p.A.).
Il programma delle dotazioni dovrebbe essere completato entro i termini (aprile 2016) includendo le captazioni a servizio dei Comuni dell’area montana, per i quali è in via di completamento il trasferimento della gestione dei servizi idrici alle aziende già coinvolte nel progetto e che operano nel territorio a valle. Il sistema così organizzato sarà in grado di fornire informazioni utili per la corretta gestione di eventuali situazioni di emergenza, dovute a carenza idrica o inquinamento, oltre che indicazioni funzionali alla definizione delle strategie più appropriate per lo sviluppo futuro dei sistemi di approvvigionamento e all’attuazione delle misure concernenti le aree di salvaguardia. Esso potrà infine essere utilizzato anche per la condivisione dei dati con la Regione ed in particolare con il sistema locale di protezione civile.