Polizie provinciali riunite a Macerata:
“No al sovrannumero
nelle liste di mobilità”

RIFORMA - Assemblea dei dipendenti delle 5 aree vaste nella sede della Provincia a Piediripa. Chiedono a presidenti e Regione di non inserire nominativi in eccedenza negli elenchi dedicati alla dislocazione dei lavoratori: "Possono portare a perdita di posti di lavoro e professionalità". Promossa per martedì la convocazione delle rsu per la mobilitazione nazionale

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polizia provinciale

L’assemblea delle polizie provinciali nella sede della provincia di Macerata

Riforma delle Province: dipendenti preoccupati in attesa della dislocazione verso Comuni e Regione. Una tensione che riguarda soprattutto gli impiegati delle polizie provinciali della Regione preoccupati per il cosiddetto sovvrannumero di dipendenti che può essere inserito nelle liste di mobilità, determinando perdita di professionalità e in alcuni casi perdita di posti di lavoro. I dipendenti delle polizie provinciali delle cinque province si sono riuniti ieri in un’ assemblea promossa dalle categorie regionali del pubblico impiego Cgil, Cisl e Uil nella sede della Provincia a Macerata. «I lavoratori delle polizie provinciali – si legge in una nota inviata dai sindacati –  unici e differenti nel trattamento subito dal Governo in quanto destinati nella quasi totalità alla perdita delle loro professionalità, e potenzialmente del posto di lavoro se non assunti dai Comuni, hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di impegnare la Regione e i presidenti delle cinque province a non inserire nel portale della mobilità della Funzione Pubblica alcun nominativo sovrannumerario. Ciò anche in considerazione della giornaliera attività svolta dalle segreterie nazionali finalizzata a scongiurare perdite di posti di lavoro e professionalità acquisite». Richieste che saranno al centro della convocazione regionale di tutte le rsu provinciali promossa per la giornata di mobilitazione nazionale di martedì. I sindacati precisano i motivi della protesta: «Protestare contro disservizi, disfunzioni ed incertezze che ancora permangono sul “riordino” delle province-aree vaste, e la loro ulteriore compartecipazione al bilancio dello Stato, rafforzata nel 2016, con ulteriori prelievi forzosi dalle loro casse. La pseudo-riforma delle Province che certamente non produrrà i tanto decantati risparmi economici preannunciati dal capo del Governo Renzi, e certamente invece priverà i cittadini dei servizi resi dalle polizie provinciali a tutela dell ambiente, della fauna anche ittica di cui la nostra Regione va giustamente tanto fiera».

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