Una nuova casa per la famiglia evacuata
“Noi e le nostre figlie siamo felici”

MACERATA - Il 12 ottobre erano stati costretti a fuggire dalla loro appartamento dove è crollato il tetto. Il Comune gli ha dato una abitazione e li ha aiutati ad andare a riprendere mobili, libri di scuola, oggetti personali che avevano dovuto abbandonare

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L'ingresso in via Gioberti dove si trova anche la cantina San Giuliano

L’ingresso in via Gioberti dove si trova anche la cantina San Giuliano

La palazzina dove si è verificato il crollo di parte del tetto

La palazzina dove si è verificato il crollo di parte del tetto

di Federica Nardi

Famiglia evacuata dopo il crollo del tetto, arriva la casa nuova: «Siamo felici, anche se la paura di quello che è successo rimane».

Dallo scorso 12 ottobre una famiglia macedone, padre madre e 4 figli piccoli, vive all’Ostello Asilo Ricci, dopo che era stata costretta a lasciare la palazzina di via Gioberti, nel centro storico di Macerata, a causa del cedimento del tetto (leggi l’articolo). Ad annunciarlo è Marika Marcolini, assessore alle Politiche sociali: «A giorni la famiglia si trasferirà nella casa popolare che gli è stata assegnata – dice l’assessore –. Sono in attesa degli allacci delle utenze. Arriveranno anche i mobili e la cucina».

In questi giorni gli operai del Comune hanno accompagnato la famiglia a recuperare libri di scuola, documenti e mobili che erano rimasti nell’appartamento. Un sospiro di sollievo per la famiglia: «Siamo felici, per fortuna tutto si è risolto per il meglio – dice Ljeka Irfan, il macedone che pochi giorni fa aveva raccontato il disagio vissuto dai suoi cari a seguito dell’evacuazione -. Abbiamo già le chiavi del nuovo appartamento. Il furgone del Comune ha preso le nostre cose dalla vecchia casa. Resta il ricordo della paura, ma anche le mie figlie sono contente». Sulla situazione dello stabile (che ospitava anche la cantina San Giuliano, chiusa la settimana scorsa per il rischio crolli), interviene Marco Caldarelli, assessore al Patrimonio pubblico. «Le lamentele da parte della famiglia macedone sullo stato delle infiltrazioni erano relativamente recenti. In seguito gli ingegneri dell’ufficio tecnico del Comune hanno accertato l’inagibilità di quella parte dello stabile – chiarisce Caldarelli -. Sui lavori di ristrutturazione bisognerà decidere con una delibera, il fatto che i locali siano di proprietà del Comune non rende l’intervento automatico».


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