Niente Consiglio aperto
Esposto in prefettura

CIVITANOVA - Lo ha presentato questa mattina l'opposizione. Si chiede un intervento per far rispettare il regolamento comunale. La richiesta era stata fatta per i temi Cosmari, Civitapark e sottopasso

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Foto d'archivio

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I consiglieri d’opposizione di Civitanova hanno presentato questa mattina un esposto in prefettura per la mancata concessione dei consigli comunali aperti. A sottoscrivere il documento i consiglieri Massimo Mobili, Fabrizio Ciarapica, Claudio Morresi, Giovanni Corallini, Sergio Marzetti, Erminio Marinelli e Ermanno Carassai. La decisione di inserire le questioni della Civitapark, e del sottopasso come punti del prossimo consiglio comunale (leggi l’articolo) non soddisfa la minoranza che invece volava degli incontri aperti a tecnici e associazioni per trattare ogni singola problematica. «Vogliamo confrontarci con associazioni, tecnici, legali e chiunque voglia esprimere un’opinione o un punto di vista – dice Giovanni Corallini – non ci interessa fare un consiglio chiuso con pochi interventi senza un vero dibattito. Chiedere un consiglio comunale aperto è parte del regolamento dell’amministrazione e chiediamo che venga rispettato». Nell’esposto i consiglieri hanno indicato tutte le date in cui hanno chiesto la convocazione. La prima il 5 giugno, dove avevano chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto per discutere sul consorzio del Cosmari e la gestione dei rifiuti. Poi l’11 settembre per discutere sulla vicenda della società costruttrice del centro commerciale “Cuore Adriatico” e del palazzetto dello sport, considerate le ultime vicende relative all’arresto del costruttore delle due strutture. Poi sempre nella stessa data per discutere sul progetto di costruzione di un sottopasso viario che eliminerebbe il passaggio a livello in via Carducci, dove è prevista anche la costruzione di una rotatoria tra la statale 16 e l’uscita della superstrada Civitanova-Foligno. Nell’esposto i consiglieri hanno specificato che il 2 ottobre è pervenuta una convocazione per un unico consiglio comunale con i punti da trattare  ridotti a singoli punti di un unico consiglio, non aperto al dibattito con enti, autorità, associazioni, ma chiuso nello spazio di poche ore e limitato ai soli interventi dei consiglieri. Al prefetto chiedono che intervenga per far rispettare il regolamento comunale.

Redazione CM


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