La Provincia cede tre locali
in centro all’Università
MACERATA - Le prime realtà ad essere ospitate, nei tre ex negozi di via Gramsci saranno start up, spin off e un ufficio di consulenza

Il presidente della Provincia Antonio Pettinari e il rettore Luigi Lacché firmano il protocollo per la cessione dei locali di via Gramsci
Tre nuovi locali all’Università in pieno centro storico a Macerata. La cessione, da parte della Provincia è stata firmata questa mattina dal presidente Antonio Pettinari e dal rettore dell’Università di Macerata Luigi Lacchè. Nel protocollo vengono ceduti all’ateneo alcuni locali di Palazzo degli studi per ospitare un incubatore per imprese culturali e creative. In particolare si tratta di tre ex negozi che si trovano sotto il loggiato in via Gramsci 29/31, 33 e 35. Nell’ottica di realizzare una proficua sinergia con l’università in materia di politiche di sviluppo giovanile, la Provincia ha concesso l’uso parzialmente gratuito dei tre locali per nove anni, eventualmente rinnovabili per altri nove. In cambio, l’ateneo pagherà un contributo annuo di settemila euro (580 euro al mese) e si farà carico di eventuali ristrutturazioni, laddove necessarie. «Le istituzioni devono collaborare con le massime istituzioni culturali come l’università – ha detto Pettinari – che rappresenta una grande risorsa per il nostro territorio. Abbiamo, quindi, ritenuto importante cogliere questa opportunità che si rivolge principalmente ai giovani».
Le prime realtà ad essere ospitate, forse già entro la fine dell’anno, saranno le start up nate dal laboratorio umanistico per la creatività e l’innovazione, le spin off dell’ateneo e un ufficio di consulenza. Nei tre locali sarà realizzato anche uno spazio di coworking destinato ad accogliere seminari, laboratori, corsi di formazione.«Il nostro obiettivo – spiega il rettore Lacchè – è quello di realizzare, in pieno centro storico, un ambiente collaborativo orientato alla generazione di nuove iniziative imprenditoriali ispirate all’Umanesimo che Innova e alla rigenerazione di quelle esistenti. Un polo in grado di sostenere lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, la promozione di percorsi di formazione e di strutture dedicate alle nuove imprese, con particolare attenzione al settore culturale e creativo, ai giovani, all’imprenditoria femminile, alla progettazione europea, all’internazionalizzazione delle imprese e allo sviluppo di nuove forme di impresa quali start up e spin off».
Così con i soldi dell’affitto ci finiamo il ponte sul Fiastra, vero Pettinari?
Mamma mia che paroloni!