Niente vigilanti davanti alle scuole
La giunta avvia un’indagine interna

CIVITANOVA - Ritorno sui banchi con disagi fra il caos traffico dovuto all'assenza del personale che aiuta i bambini ad attraversare la strada e le polemiche dei genitori per il costo della mensa. L'assessore Balboni: "C'è mancanza di informazione, se si presenta l'Isee le fasce medie pagano meno"

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La scuola di Santa Maria Apparente

La scuola di Santa Maria Apparente

di Laura Boccanera

Rientro con disagi sui banchi di scuola. Più che per gli studenti per le famiglie che hanno dovuto fare i conti con i problemi legati all’assenza della vigilanza all’uscita per le scuole medie ed elementari e che hanno provocato il caos. Non solo. Ad agitare le famiglie è anche il caro mensa con gli aumenti di quest’anno.

VIGILANTI. Il primo giorno di scuola è quasi un rituale e nessun genitore ha perso l’occasione di accompagnare la piccola “matricola” in auto fin davanti al cancello. Senza i vigilanti a fermare il traffico (è successo in tutti gli istituti), in genere pensionati o personale di associazioni con apposita pettorina, far attraversare i bambini e organizzare la circolazione ben presto nelle ore di punta all’ingresso e all’uscita si è formato il caos. La questione non è passata inosservata in giunta che ieri pomeriggio ha dato mandato al segretario comunale di avviare un’indagine interna per risalire alle responsabilità comunali di chi non ha organizzato il servizio.

MENSA. In agitazione il circolo didattico di via Tacito dove un gruppo di genitori è sul piede di guerra per il prezzo dei buoni mensa e minaccia di protocollare una raccolta firme che al momento non è ancora però pervenuta in Comune. Da quest’anno infatti è attivo il nuovo sistema di contribuzione per fasce economiche elaborate tramite l’Isee. «Chi non presenta la domanda va di diritto a pagare la quota più elevate, esattamente come chi ha un Isee superiore a 45mila euro o chi proviene da un comune limitrofo» – specifica l’assessore Piergiorgio Balboni tempestato in questi giorni da numerose richieste di chiarimento. «Un Isee di 45mila euro non significa un reddito di 45mila euro, ma rappresenta la fascia più alta, abbiamo fatto delle simulazioni e ad esempio una famiglia con due figli e un reddito di 45mila euro e un mutuo pari a un Isee di 25mila euro paga per il buono mensa 2,75 euro. Per le fasce medio basse non ci sono stati aumenti e anzi chi ha un Isee fino a 7mila euro non paga nulla. Il criterio invece di tariffa massima per chi viene da un comune limitrofo è una scelta di correttezza visto che non paga le tasse in questo comune ma usufruisce di un servizio. E comunque – continua Balboni – di media le famiglie pagano molto meno che in altri comuni, ad esempio a Montecosaro un bambino paga 5 euro per la mensa senza differenziazioni. C’è molta poca informazione, i dirigenti scolastici ci aiutino a fare chiarezza, presentare l’Isee dà diritto al contributo previsto dal Comune e che comunque è cresciuto in proporzione. Quello che il Comune incasserà da un eventuale introito sarà rigirato sul servizio»


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