Aumento dei trasporti, Bisonni: “Invece di ridurre gli sprechi si scarica sulle famiglie”
LA CRITICA - Il consigliere regionale interviene dopo l'interrogazione presentata dal M5S al presidente Ceriscioli: "L'attuale governo ricopia le soluzioni “alla mano” del governo Spacca"
Il gruppo consiliare regionale del Movimento 5Stelle ha presentato una interrogazione al Presidente della Giunta, Luca Ceriscioli, per conoscere i dati precisi che hanno portato all’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale. Sull’argomento interviene il consigliere pentastellato Sandro Bisonni:
«Il 28 agosto il governo Ceriscioli ha approvato un aumento del 10% sulle tariffe dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma per le tratte fino a 60 Km, ossia quelle utilizzate da studenti e pendolari. Nella delibera di Giunta, si legge che questo è stato fatto per non perdere dei “finanziamenti” statali che sono erogati a condizione che l’indice di efficientamento, ossia il rapporto tra costi e ricavi, sia superiore al 35%. Valore che sembra non essere rispettato dal trasporto locale. Ed ecco pronta la soluzione. Invece di ridurre gli sprechi e i costi si aumentano le tariffe scaricando sulle famiglie marchigiane, sopratutto quelle con figli studenti, sui lavoratori pendolari, i costi di una inefficienza veramente inaccettabile. Verrebbe da dire, così sono buoni tutti. Non si cerca di migliorare il trasporto pubblico, non si cerca di ridurre gli sprechi, non si cerca di eseguire un controllo maggiore, ma si trova la soluzione più semplice ma allo stesso tempo più ingiusta. Il governo Spacca nel 2013 aveva fatto la stessa identica cosa, e prima ancora erano stati fatti tagli ai servizi. Il governo Ceriscioli dimostrando scarsa sensibilità alle tasche delle famiglie marchigiane, ricopia le soluzioni “alla mano” del governo Spacca. “C’è voglia di nuovo”, recitava lo slogan della campagna elettorale di Ceriscioli. Non si direbbe a giudicare dalle nomine dei soliti noti (Giannini, Maiolini, Sturani, ecc.) ma da questa mossa viene proprio voglia di dire, “s’è visto”»
