Provincia, rischio esuberi
tra i dipendenti
Ricollocazione in alto mare

MACERATA - La riforma Delrio mette alle strette l'ente. Entro il 30 settembre dovranno essere definite le liste del personale diviso per settori da presentare in Regione. Si è svolta questa mattina l'assemblea dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali in vista dell'incontro con il presidente Pettinari. Preoccupa la mancanza di fondi per il riassorbimento di tutte le unità
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assemblea dipendenti Provincia a Piediripa foto ap 3

La riunione dei dipendenti provinciali nella sede di Piediripa a Macerata

assemblea dipendenti Provincia a Piediripa foto ap 9di Claudio Ricci

foto di Andrea Petinari

Dipendenti della Provincia sul piede di guerra in attesa di conoscere gli effetti della riforma Delrio. Il decreto da attuare entro il 31 dicembre che ha trasformato gli enti locali in Aree vaste con conseguente ricollocazione di funzioni e risorse alle Regioni, prospetta un ombra nera sul futuro degli impiegati e dei servizi erogati fino ad oggi dagli enti locali ai cittadini. Mentre le funzioni fondamentali come viabilità, gestione delle scuole e ambiente rimarranno alla Provincia, passeranno alla Regione tutte le competenze su caccia e pesca, turismo e cultura, genio civile, polizia provinciale e formazione al lavoro. Entro fine settembre tutte le province dovranno consegnare alla Regione le liste dei nominativi dei dipendenti divisi per i vari settori per il ricollocamento nei diversi uffici e organi regionali.

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Mina Pascucci (Cgil) e Paolo Virgili (Cisl)

Il problema però è che ad oggi da Palazzo Raffaello non è arrivata nessuna comunicazione né su come verranno riorganizzati i servizi (strutture, competenze, professionalità) né su come verranno ridistribuiti i dipendenti. Regna inoltre il dubbio su quale destinazione avranno i numerosi uffici e immobili di proprietà che rimarranno vuoti. Gli oltre 400 impiegati dell’ente maceratese si sono  riuniti in buona parte stamattina nella sede della Provincia a Piediripa alla presenza delle Rsu di Cgil, Cisl e Uil in attesa dell’incontro con il presidente Antonio Pettinari previsto per il 15 o il 16 settembre. Obiettivo comune: studiare i passi da fare in attesa che la Regione chiarisca se la ripartizione del fondo unico di 20 milioni da destinare alle 5 province marchigiane penalizzerà, o no, Macerata. «Il rischio è che la Regione possa ripartire il fondo non tenendo conto della gestione virtuosa della nostra Provincia – ha detto Mina Pascucci, Rsu Cgil – Può accadere che parte del nostro trasferimento di 5 milioni di euro possa essere destinato ad altre province che possono avere esuberi rispetto al plafon regionale. Ad oggi la Regione non ha ancora dato una garanzia in tal senso. Chiederemo quindi al presidente Pettinari di farsi interlocutore affinché il fondo destinato alla nostra Provincia sia a copertura di tutti i dipendenti che con la riforma confluiranno in Regione. Altra incertezza sarà quella delle competenze e di chi svolgerà i servizi. Ad esempio oggi tra i compiti della polizia provinciale c’è il controllo dell’attività di caccia e pesca, oppure la tutela dell’ambiente e delle acque. A chi passerà questa funzione e chi svolgerà quel servizio? Le prime informazioni vogliono solo tre unità che rimarranno in area vasta a fronte delle 19 totali. Ciò significa che 16 agenti di polizia provinciale dovranno trovare un ricollocamento con ulteriori disservizi per i cittadini se non dovessero essere ricollocati».

assemblea dipendenti Provincia a Piediripa foto ap 1Le difficoltà riguardano anche la gestione e manutenzione delle strade che in parte passeranno alla Regione e in parte rimarranno di competenza provinciale. «Nel 2002 le ex statali come la sp 78, la Val di Chienti, la Valpotenza o parte della strada Regina sono diventate provinciali per un totale di 300 chilometri – spiega Paolo Virgili, Rsu Cisl – Ora diverranno di competenza regionale ma ancora non si sa se esiste una struttura in grado di gestirle. Siamo nell’incertezza più totale. Chi si occuperà di quelle strade la Regione o la Provincia? E se lo farà la Regione, con quali strutture? Chiediamo chiarimenti entro fine settembre quando dovremo consegnare le liste dei nominativi. Se così non fosse siamo pronti a dimostrazioni e sit-in in Provincia e in Regione per far valere i nostri diritti».

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