La battaglia del comitato “No crem”:
volantini e tavolo tecnico
CIVITANOVA - Continua la protesta contro il progetto di realizzare l'impianto nella città alta: "Per 30 anni gli utili andranno ai privati e i disagi resteranno alla popolazione"
di Laura Boccanera
La protesta non va in vacanza. Il nuovo comitato che si è costituito a Ferragosto (leggi l’articolo) continua a combattere la sua battaglia contro l’impianto di cremazione. E’ il comitato “No crem”, curiosa sintesi per manifestare il dissenso alla proposta di destinare a cenere i defunti con l’impianto vicino al cimitero di Civitanova Alta. Gli attivisti anche la sera della festa del patrono hanno fatto volantinaggio sulle auto parcheggiate in prossimità del cimitero ribadendo le ragioni del loro no. Fra le principali il fatto che l’impianto verrebbe realizzato in una zona in prossimità di alcune abitazioni e che non sarebbe utile ai reali scopi della città lasciando inevaso il problema della costruzione di nuovi loculi. «Una decisione che la giunta ha deliberato senza la dovuta e sempre sbandierata consultazione dei cittadini e del comitato di quartiere – scrivono gli attivisti e firmatari di una petizione – non lo vogliamo qui perché favorisce gli interessi di operatori privati a discapito di quelli dei cittadini, per 30 anni gli utili dell’impianto crematorio andranno ai privati e i disagi resteranno alla popolazione. Oltretutto ne sarebbe danneggiata anche l’immagine turistica della città». L’unico impianto nelle Marche è a San Benedetto e ne esiste un altro simile al confine fra Marche e Emilia Romagna. I cittadini chiedono che la giunta valuti soluzioni alternative e il comitato suggerisce la creazione di un tavolo tecnico e di ritirare la delibera di realizzazione del forno crematorio. Lunedì 31 agosto alle 21,30 i “No crem” hanno organizzato un’assemblea nella sala auditorium San Paolo a Civitanova Alta. In città però i residenti sono divisi e in molti invece si dicono favorevoli alla cremazione.
