BPrM approva un bilancio da svolta
Utile di 3,5 milioni di euro

L'istituto ha chiuso il 2014 con l'azzeramento delle perdite pregresse e l'innalzamento delle coperture sul portafoglio crediti. Rinnovati anche gli organi amministrativi. La soddisfazione del presidente Loris Tartuferi macchiata da una sola amarezza: "Gli imprenditori non ci seguono. Potremmo diventare per il territorio la nuova Cassa di Risparmio". Il dg Ferdinando Cavallini: "Aumentata la forza della banca, il nostro è un portafoglio impieghi trasparente"

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L’approvazione del bilancio questo pomeriggio a Civitanova

 

L'assemblea della Banca della Provincia di Macerata

L’assemblea della Banca della Provincia di Macerata

di Marco Ricci

Approvato all’unanimità oggi pomeriggio, dall’assemblea degli azionisti della Banca della Provincia di Macerata che si è svolta a Civitanova, il bilancio del 2014, un anno in cui il giovane istituto ha raggiunto il consolidamento patrimoniale, sia in termini di parametri di vigilanza che di copertura dei crediti con accantonamenti quasi doppi rispetto al 2013, con il valore della banca che ha superato il valore delle azioni, con un utile finale di 3.5 milioni di euro. Coperte quindi le perdite degli anni precedenti dovuti in larga parte al portafoglio crediti, portate le coperture sui prestiti deteriorati ai livelli dei migliori standard di sistema, il 2014 viene letto in BPrM come un giro di boa. «Nel 2008 – ci ha spiegato il presidente, Loris Tartuferi – sul sistema economico si è rovesciato il mondo, con il nostro istituto che ha potuto contare solo su un anno di attività bancaria normale. Nonostante la crisi – ha proseguito – abbiamo approntato un progetto di sviluppo e raggiunto i risultati che ci eravamo posti. Oggi abbiamo una struttura adeguata, un personale composto da moltissimi giovani e da molte donne, abbiamo azzerato le perdite e consolidato la banca per il futuro. Ovviamente – ha concluso Tartuferi – dobbiamo ringraziare tutti gli azionisti e la loro pazienza nell’attendere questo momento».

Loris Tartuferi (Foto d'archivio)

Loris Tartuferi (Foto d’archivio)

BPrM rivendica una crescita costante (oggi può contare in 8 sedi tra filiali e punti servizio), basata sulla stabilità e sulla prudenza, con una separazione di ruoli tra azionisti, amministratori e dirigenti che porta il presidente Tartuferi, a margine dell’assemblea, a sottolineare più volte “l’indipendenza dell’istituto”. Sebbene non lo espliciti, il riferimento sembra diretto verso quella commistione di ruoli, interessi e poteri che in Italia hanno spesso affondato più di una banca locale. Il presidente, dopo aver confermato l’auspicio di staccare i primi dividendi nel 2015, non nasconde però una grande amarezza. «Abbiamo dato prova di saper essere una banca del territorio anche in tempi difficilissimi – ha detto – La crisi ha cambiato le regole del gioco, con la necessità di fare banca e fare impresa in modo diverso dal passato. Noi l’abbiamo fatto, i rappresentanti delle imprese molto poco. Se ci fosse una collaborazione delle forze imprenditoriali e delle associazioni di categoria, potremmo portare avanti grandi progetti. Purtroppo il territorio non ci sta seguendo e non sta cogliendo il nostro pensiero e la nostra filosofia. Questo è un grande peccato perché BPrM potrebbe diventare, per il maceratese e non solo, quello che un tempo è stata la Cassa di Risparmio».

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Da sinistra: Stefano Quarchioni, Loris Tartuferi, Ferdinando Cavallini e Rodolfo Zucchini

IL RINNOVO DEGLI ORGANI Gli azionisti hanno rinnovato, con l’assemblea di oggi, sia il Cda che il collegio sindacale, dando la propria fiducia all’unica lista ordinaria in discussione, quella presentata da quel patto di sindacato che rappresenta il 60% del capitale sociale della banca. Scesi da undici a nove membri, nel Consiglio di amministrazione sono stati confermati gli uscenti Loris Tartuferi, Rosaria Ercoli, Domenico Formica, Franco Malagrida, Nando Ottavi ed Enrico Torresi, con Loris Tartuferi e Rosaria Ercoli che, con ogni probabilità, saranno confermati come presidente e vice presidente della banca alla prima riunione del consiglio. Due sono i consiglieri indipendenti, le docenti universitarie Anna Grazia Quaranta e Cristiana Mammana, mentre Enzo Spaziani siederà in Cda in rappresentanza della minoranza. Stefano Quarchioni, Alberto Borroni e Claudio Sopranzi sono stati nominati sindaci effettivi, con Quarchioni che ha lasciato la presidenza ad Alberto Borroni. Sindaci supplenti, Mirco Perugini e Luciano Pingi.

IL BILANCIO 2014 – Il bilancio 2014 oltre che dall’utile di 3.5 milioni di euro è stato caratterizzato da due fattori eccezionali di opposto impatto. Da un lato gli ottimi risultati dovuti agli investimenti finanziari, cresciuti di 71 milioni di euro rispetto al 2013 e che hanno prodotto nel complesso un attivo di oltre 10 milioni di euro, dall’altra le perdite, di circa 7 milioni, dovute alla revisione del portafoglio crediti. Su questa cifra, oltre agli accantonamenti resi necessari per una crescita delle partire deteriorate salite nel 2014 al 28% del totale, ha impattato la scelta prudenziale di aumentare le coperture che per le sofferenze (cioè per i crediti più a rischio) hanno raggiunto un più che lusinghiero 52,6%. La banca, a conti fatti, ha optato per ridurre i rischi del portafoglio crediti con gli utili finanziari. La crisi vissuta nel maceratese, in particolare dal comparto edile e dal manifatturiero, ha portato nel 2014 nuove sofferenze per il 13% in più rispetto al 2013, ma il dato risulta sensibilmente migliore rispetto all’andamento registrato in Italia e nelle Marche. In positiva controtendenza, a fronte dell’ennesima contrazione registrata a livello nazionale e regionale, la crescita dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie, saliti nel 2014 di oltre il 4%, con un primo trimestre 2015 che vede un’ulteriore aumento superiore al 2%. L’ottimo risultato, come ha spiegato il dg Cavallini, è stato in parte dovuto dall’aver anticipato la crescita del mercato dei mutui. La raccolta ha raggiunto nel 2014 il mezzo miliardo di euro, con un lieve incremento di quella diretta (213 milioni in totale), un buon più 14% dell’indiretta, infine un balzo di quasi 100 milioni nella raccolta interbancaria che ha raggiunto i 200 milioni.

Ferdinando Cavallini, direttore generale della BprM (Foto d'archivio)

Ferdinando Cavallini, direttore generale della BprM (Foto d’archivio)

«La politica di questi ultimi anni – ci ha spiegato il direttore generale, Ferdinando Cavallini – è stata di accrescere la forza relativa e assoluta della banca, con il Core Tier I al 13%. Per la classificazione dei crediti – ha proseguito senza nascondere il dato non ancora soddisfacente di quei prestiti deteriorati oggi pari a 48 milioni di euro, con una percentuale sul totale ben superiore alla media italiana ma inferiore a quella rilevata nelle Marche da Bankitalia a giugno 2014 – abbiamo seguito gli standard più rigorosi e aumentato le coperture, rafforzando così la stabilità complessiva dell’istituto. Il nostro portafoglio – ha proseguito – è un portafoglio pulito che non contiene sorprese e il credito deteriorato proviene in massima parte dagli anni peggiori della crisi, prima del 2011. Oggi abbiamo una banca sempre più solida, trasparente e riconoscibile sul territorio, pronta a sostenere le famiglie e le imprese». Un bilancio in attivo, come detto, dovuto in buona parte agli investimenti finanziari. «Abbiamo gestito il portafoglio finanziario rimanendo ancorati al mercato senza correre rischi – ci ha spiegato Cavallini – così come i nostri promotori consigliano ai nostri clienti. Se i nostri obiettivi sono quelli di aumentare il sostegno al territorio e di accrescere la raccolta diretta, ci scontriamo ancora contro due fattori. La scarsa richiesta di credito di qualità e le politiche di redditività dei depositi, non sempre in linea con il mercato, applicate da altri istituti marchigiani in difficoltà. Noi – ha concluso Cavallini – non rincorriamo queste politiche ma andiamo per la nostra strada».


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