“Paghiamo un depuratore che non c’è”
Piergentili promuove un’azione collettiva

SARNANO - Il consigliere annuncia i cittadini che hanno già pagato e che hanno avuto un rimborso parziale ad aderire

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Il consigliere Giacomino Piergentili

Il consigliere Giacomino Piergentili

di Marco Cencioni

«I cittadini di Sarnano pagano un canone per la depurazione che non c’è». Ad affermarlo Giacomino Piergentili, consigliere comunale di minoranza che promuove anche un’azione collettiva dei cittadini: «Invito chi vuole aderire a consegnarci la copia della fattura relativa al canone acqua 2013 nella quale è riportato l’importo che è stato rimborsato dal comune e una fotocopia del documento di identità».
Non solo, Piergentili annuncia anche la volontà di agire in sedi giurisdizionali e amministrative competenti: «Il comune di Sarnano, per quanto è dato conoscere, non possiede nemmeno le autorizzazioni allo scarico delle fognature nei torrenti demaniali, più volte da me richieste ma mai consegnate». Per quanto riguarda il rimborso, il consigliere avvisa: «Il comune ha provveduto solo ad un parzialissimo rimborso dei canoni di depurazione, circa un quinto di quanto pagato, e ha deliberato di mantenerlo indicandolo in bolletta come “quota vincolata della tariffa”. Agli utenti che hanno contestato l’imposizione di tale voce in bolletta – sostiene il consigliere – non pagandola perché ritenuta ingiusta e in contrasto sia con la normativa vigente sia con le numerose sentenze, che sanciscono il pagamento solo a fronte di un servizio erogato, è stata preannunciata l’applicazione di una sanzione pecuniaria e minacciato il distacco dell’utenza». Piergentili afferma che «alle richieste di chiarimento è stato risposto che questa somma serve per ammortizzare un mutuo anni fa contratto per la realizzazione di una condotta che dovrà un domani far confluire i reflui fognari al depuratore consortile di Urbisaglia. La condotta è dal 2007 che è abbandonata a se stessa e non se ne conosce lo stato di conservazione. Il criterio con cui viene calcolato l’importo è a dir poco scandaloso – sottolinea – Infatti la quota a carico del singolo utente viene calcolata in base agli attuali consumi. Sarebbe congrua se l’acqua consumata fosse convogliata al depuratore tramite la condotta ma ora che ciò non avviene, e i reflui finiscono a fiume, paga di più chi, magari un domani, quando sarà attivato il servizio, consumerà meno acqua o addirittura non usufruirà del servizio perché non sarà più a Sarnano». Dopo aver precisato che «sia la Corte Costituzionale, sia diverse sentenze di giudici di pace hanno stabilito che si paga per un servizio che c’è», il consigliere annuncia che «si è giunti alla determinazione di ricorrere al giudice di pace competente, per il tramite di un’ associazione di consumatori, affinché si pronunci sulla questione. ». Piergentili conclude invitando «chi ha responsabilità nell’applicazione di tale “balzello” a voler riconsiderare quanto deciso e a sospendere ogni forma di provvedimento essendo i contenuti degli stessi contrari alla normativa di settore e prefigurando ipotetico abuso dovuto alla non erogazione del servizio di depurazione, oltre che danno ambientale» e chiede una «risposta a quanto chiesto ormai da mesi in merito alla documentazione attestante la qualità delle acque che fuoriescono dall’impianto di primo spurgo del mattatoio che si riversano nel torrente Tennacola».


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