Dall’Odissea alla Grande Guerra
la storia raccontata dai vini marchigiani
VINITALY - Da Ancona a Macerata i produttori di casa nostra propongono produzioni ispirate ad episodi che hanno segnato la civiltà occidentale. Presenti al padiglione della regione il governatore Spacca e i testimonial Elisa Di Francisca e Neri Marcorè
Dall’Odissea alla Grande Guerra, la storia è nel bicchiere al Vinitaly. In occasione della prima giornata del salone mondiale del vino di Verona, in programma fino al 25 marzo, le Marche propongono la storia dell’umanità attraverso le produzioni vinicole locali. All’inaugurazione di questa mattina, al padiglione 7 del centro fiere di Verona, sono intervenuti, oltre al governatore Gian Mario Spacca, la campionessa di scherma , Elisa Di Francisca e l’attore, Neri Marcoré, come annunciato nei giorni scorsi (leggi l’articolo).
La storia raccontata dalle Marche parte dall’antichità classica con il vino di giuggiole della maceratese Martina Buccolini. Sulla scorta della bevanda quello assaggiata da Ulisse nell’isola dei lotofagi nell’Odissea, la giovane produttrice dell’azienda agricola SiGi di Macerata ha sperimentato questa produzione. Narra Omero che alcuni uomini dell’equipaggio, una volta sbarcati si lasciarono tentare dal frutto del loto che fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa. In realtà pare che il loto di cui parla Omero sia proprio lo Zizyphus lotus, un giuggiolo selvatico, e che l’incantesimo dei Lotofagi non fosse provocato da narcotici, ma soltanto dalla bevanda alcolica che si può preparare coi frutti del giuggiolo.
La riscoperta della storia è quest’anno la principale leva di innovazione su cui puntano i produttori per catturare i consumatori italiani e stranieri. La saga va allora avanti con una tragica storia di amore familiare nata durante la seconda guerra mondiale e raccontata nelle etichette del vino del Podere Giustini, giovanissima azienda vitivinicola di Ancona. Il nonno Raffaele era innamorato di una ragazza a cui non aveva il coraggio di dichiararsi. Chiamato al fronte per il conflitto, iniziò a scriverle centinaia di lettere fino a quando non decise di rivelarsi. Proprio questa missiva, in cui dichiarava il suo amore, è riprodotta sulle prime bottiglie di Rosso Conero Doc prodotte dall’azienda. I due riuscirono a sposarsi ma la storia non ebbe un lieto fine. Lei morì di parto ad appena 23 anni.




