Funerale musulmano per Tarik
Colletta degli amici per il rimpatrio
CIVITANOVA - La salma del 36enne marocchino che da dieci giorni viveva in auto perchè rimasto senza lavoro è in obitorio. Si stanno raccogliendo i soldi che permetteranno di riportare l'operaio tutto fare nel suo paese. Il giovane stava aiutando un fratello con problemi
di Laura Boccanera
Sarà rimpatriata la salma di Tarik Haddi, il 36enne che da dieci giorni viveva nella sua auto perché rimasto senza lavoro e morto domenica mattina a Civitanova proprio accanto al veicolo (leggi l’articolo). Gli amici stanno cercando di fare una colletta per consentire alla salma del marocchino di fare ritorno nel suo paese di origine e avere una fine dignitosa con rito musulmano. Cosa abbia causato il malore che lo ha strappato alla vita rimane un punto interrogativo. Domenica la salma è stata subito messa a disposizione dei familiari, senza la disposizione di una autopsia appurando che il decesso è stato per cause naturali. In queste ore si fanno più chiari i contorni della sua vita e delle sue amicizie: un ragazzo disoccupato, ma che possedeva una grande dignità. Era in difficoltà economiche da mesi e cercava di sbarcare il lunario con lavori di ogni tipo. Aveva un fratello con alcuni problemi di cui lui si era fatto carico ed era stato ricoverato in ospedale per una polmonite tempo fa. Una fine terribile, da solo, con l’ultima cosa rimasta in suo possesso, quella Golf, di sua proprietà, con assicurazione e bollo pagati fino all’ultimo centesimo. Non era andato ai servizi sociali, doveva incontrare l’assessore, ma a lui non avrebbe chiesto una casa, solo un aiuto per tamponare le difficoltà momentanee, afferma chi lo conosce bene. Il corpo si trova tuttora in obitorio in attesa di trovare i fondi per il funerale. Questo pomeriggio l’assessore ai servizi sociali Yuri Rosati ha incontrato alcuni amici di Tarik, sia stranieri che italiani. I ragazzi stanno raccogliendo somme per rimpatriare la salma e il Comune parteciperà con il contributo che stanzia per le sepolture degli indigenti, circa mille euro. Gli amici però hanno manifestato la volontà di riuscire a raccogliere interamente la cifra, senza pesare sull’Ente. Solo qualora non potessero far fronte alla totalità delle spese chiederanno un contributo al Comune.

