Ricordo di Wladimiro Tulli
nell’anniversario della sua morte

ARTE - A dodici anni dalla scomparsa del grande pittore maceratese il racconto della sua mostra a Parigi dedicata a Giacomo Leopardi
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tulli alla luna

Tulli alla luna

 

Wladimiro Tulli

Wladimiro Tulli

di Donatella Donati

Cade oggi il dodicesimo anniversario della morte di Wladimiro Tulli, il pittore maceratese coerente continuatore di un futurismo libero e colorato, avvenuta per una malattia polmonare. Quella malattia che gli aveva impedito nel 1998 di essere presente all’inaugurazione di una sua interessante mostra a Parigi dedicata a Giacomo Leopardi. La storia è particolare. Si era preparato per lungo tempo a una mostra che raccogliesse le sue varie interpretazioni dei Canti e dei luoghi leopardiani e durante un viaggio che fece in Europa portò con sé una valigia dove teneva raccolti i disegni che aveva fatto per trasformarli poi in collages. Al rientro dal viaggio con una amica che gli aveva fatto compagnia, sceso all’aereoporto di Bologna si recò alla stazione per prendere il treno per casa tenendo per il manico la preziosa valigia. Alla biglietteria c’era ressa per i soliti ritardi e lui posò la valigia accanto a sé. Non la ritrovò più. Il lavoro di settimane, la speranza della mostra, la delusione del rientro lo amareggiarono molto, ma si rimise subito all’opera e recuperando i ricordi di quello già fatto e aggiungendo nuove interpretazioni riuscì a portare a termine una quantità notevole di opere.

Tulli nell'arcobaleno

Tulli nell’arcobaleno

Per trovare il luogo della mostra si pensò subito alla città gemellata con Macerata, il comune di Issy Les Moulineaux adiacente alla Porte de Versailles a Parigi dove si svolgono interessanti mostre ed esposizioni. Il sindaco André Santini, sindaco allora come ancora oggi perché dal 1981 sempre rieletto, propose di utilizzare come spazio espositivo il nuovo centro amministrativo. Un edificio moderno e adatto ad opere di ispirazione futurista. Fu così che le belle opere di Tulli riempirono le pareti del primo e del secondo piano, luoghi frequentati quotidianamente da qualche centinaio di cittadini e quindi esposte ad un pubblico numeroso. All’inaugurazione Tulli non poté partecipare perché i primi segni della malattia si stavano manifestando e glielo impedirono. Vi parteciparono parecchi critici e pittori parigini invitati da Santini che a quel tempo era anche nel governo. Franco Foschi allora Presidente del centro nazionale di studi leopardiani fece fare un cataloghetto bilingue delle opere che piacque molto per la sua modernità.Lo firmarono con i loro simpatici giudizi alcuni critici e personalità del tempo. La fotografia in copertina è di Guido Picchio. Allora Tulli abitava in un modesto condominio di via Pace molto semplice per l’arredo ma veramente splendente di colori. Quadri e disegni dappertutto, un vero atelier di tempi lontani, un pittore schivo e spesso malinconico, che tuttavia nelle sue opere ha sempre espresso un senso positivo e gioioso della pittura e dell’arte. Anche lo studio di Santini è rallegrato dai quei colori e da quella freschezza.

santini mostra tulli



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