Scoperta maxi frode fiscale di aziende tessili
SENIGALLIA - L’operazione delle fiamme gialle, denominata “scatole cinesi”, ha portato alla denuncia di 9 persone
Una notevole frode fiscale è stata scoperta dalle Fiamme Gialle di Senigallia, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 9 persone di etnia cinese, che avevano realizzato un volume di affari ammontante complessivamente ad oltre 6 milioni di euro, senza mai corrispondere imposte al Fisco. L’operazione, denominata “scatole cinesi”, è stata eseguita attraverso una meticolosa ricostruzione di relazioni imprenditoriali ed elaborazione di dati contabili di alcune ditte gestite da soggetti di origine orientale, attive nel settore tessile (confezionamento di capi di abbigliamento) ed operanti nel territorio di Senigallia, Trecastelli e Castelleone di Suasa.
Si è scoperto così che alcune delle imprese coinvolte, costituite per lo più in forma individuale, dopo circa due anni cessavano la produzione. Al loro posto ne subentravano altre, costituite appositamente, che svolgevano la medesima attività utilizzando gli stessi locali aziendali e macchinari, e allacciando rapporti commerciali con i “vecchi” clienti e fornitori. La gestione formale dei laboratori era affidata ad ex dipendenti delle ditte chiuse, e il meccanismo consentiva di evadere sistematicamente le imposte dovute. Dietro ogni nuova impresa c’era però sempre lo stesso soggetto cinese, che curava materialmente i rapporti con i clienti, i fornitori e gli istituti di credito. Il Gip di Ancona ha disposto il sequestro preventivo per equivalente agli indagati di beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 2 milioni fra denaro contante, assegni, conti corrente, crediti presso terzi. Confiscati anche 99 macchinari, 6 immobili e 4 autovetture.