Crisi Mercatone Uno, sindacati in allarme
“Preoccupati per il futuro dei lavoratori”
CIVITANOVA - L'incontro con i responsabili ha sollevato nuovi dubbi. Interessato anche il Ministero che per ora non ha dato risposte
di Laura Boccanera
“La situazione è molto critica e complessa e richiederà il massimo impegno anche da parte sindacale, a partire dalle assemblee in tutti i punti vendita, per coinvolgere ed informare capillarmente lavoratrici e lavoratori, e il coinvolgimento delle istituzioni sia a livello locale che a livello nazionale”. Sindacati in allarme per la situazione del Mercatone business che coinvolge 3500 lavoratori a livello nazionale. L’azienda ha annunciato, dopo la presentazione del concordato preventivo, una riorganizzazione dolorosa che prevede un taglio del 50% dei punti vendita sul territorio nazionale (leggi l’articolo).
Le tre cifre sindacali di ogni regione hanno partecipato all’incontro che c’è stato a Cesena e stanno muovendo i primi passi anche nel Ministero per avere delle risposte in grado di rassicurare la forza lavoro: “Abbiamo infatti inviato una lettera ai Ministeri competenti, per attivare un tavolo istituzionale su una crisi aziendale di grandi proporzioni – si legge in una nota – ma non abbiamo ancora avuto alcuna risposta. Se da una parte ci preoccupano alcune questioni immediate, come le retribuzioni e la gestione degli ammortizzatori sociali, dopo l’incontro siamo ancora più preoccupati per il futuro dell’occupazione di lavoratrici e lavoratori. E vi sono anche tutti gli occupati nelle terziarizzazioni, e nell’indotto in generale, oltre a quelli che, avendo contratti a carattere non subordinato, e impropriamente, come già stabilito dai giudici in alcuni casi (sono 360), non avrebbero nemmeno accesso agli ammortizzatori sociali di qualunque natura”. Nell’incontro del 5 febbraio l’azienda aveva prospettato possibili acquirenti: ad oggi sarebbero circa 15/20 i soggetti che hanno manifestato interesse, ancora non formalmente, ma nell’operazione potrebbero essere coinvolti solo una parte dei punti vendita, circa la metà dei negozi. Per la restante metà invece sono in corso trattative con piccoli investitori interessati di volta in volta ad uno o più punti vendita. Non si sa ancora se questi ragionamenti e strategie investano anche il punto vendita di Civitanova. Il prossimo incontro è previsto per il 16 febbraio, a Bologna.
