Quei sette sindacalisti licenziati nel ’56
Morgoni e l’interrogazione parlamentare
in cui compare suo padre

Il senatore ritrova l'atto presentato in Parlamento da Adele Bei, storica militante antifascista, contro i licenziamenti discriminatori di sette lavoratori della ditta di ceramiche di Porto Potenza Picena. Tra gli operai licenziati anche Marcello Morgoni, scomparso da pochi giorni. "Si rifiutò di essere l'unico riassunto, un gesto di dignità che ci condannava alla miseria"
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Al centro, Marcello Morgoni in una vecchia foto

Al centro, Marcello Morgoni in una vecchia foto

di Marco Ricci

Un Natale difficile, quello del ’56, per le famiglie di sette operai impiegati nell’azienda Ceramica Adriatica di Porto Potenza . Sette famiglie di operai della zona – tra cui quella di Marcello Morgoni, recentemente scomparso e padre del senatore maceratese Mario – licenziati con uno stratagemma per dare atto a una delle tante discriminazioni politiche e sindacali dell’epoca. Insieme a Marcello Morgoni, a perdere il posto di lavoro anche altri sindacalisti, Luigi Manzi, Ferruccio Ribichini, Franco Babbini, Armando Spinaci e due vecchi operai, una vicenda lontana nel tempo che il senatore Mario Morgoni, in questi giorni di lutto personale, ha ripercorso ricercando negli atti della Camera dei Deputati la risposta all’interrogazione parlamentare presentata sulla vicenda. A firmarla una storica deputata comunista, Adele Bei, una figura femminile che aveva percorso da antifascista gli anni del fascismo, passando nel 1933 per il Tribunale Speciale lasciando i suoi due bambini in Francia, poi confinata a Ventotene e infine, a liberazione avvenuta, membro della Costituente. Una politica distante da quella di oggi, dove una parlamentare importante girava territori non suoi difendendo gli interessi della gente, uno spaccato di quello che si viveva anche nella nostra provincia, raccontato da una testimonianza personale.

La risposta all'interrogazione parlamentare di Adele Bei

La risposta all’interrogazione parlamentare di Adele Bei

“Ho sempre sentito parlare da mio padre di questa vicenda – ci ha detto il senatore Morgoni che a quei tempi aveva circa due anni – una vicenda che colpì duramente le nostre famiglie ma anche tutta Potenza Picena. Fu un Natale molto triste quello del 1956 per la comunità, perché sette famiglie conosciute non sapevano come fare a tirare avanti. A quell’epoca – continua il ricordo del senatore – vivevamo in una piccola casa sotto la torre della città. In camera dei miei, quando pioveva, mettevano una bacinella perché l’acqua entrava dal tetto. Mia madre non lavorava, l’unico stipendio era quello di mio padre che faceva l’operaio nella ditta di ceramiche. Era uno dei sette componenti della commissione sindacale che venne licenziato. Non erano tempi facili per cercare un lavoro quando si aveva un impegno politico, erano gli anni in cui anche la Chiesa poneva tanti ostacoli ai comunisti e ai sindacalisti, gli anni della guerra fredda. Dopo qualche giorno comunque – il senatore va avanti nel suo ricordo – dissero a mio padre che se voleva poteva rientrare a lavoro. Lui, per prima cosa, chiese cosa ne sarebbe stato degli altri. E disse che sarebbe rientrato solo quando fossero stati riassunti anche i suoi compagni. Con quella richiesta, con quel gesto di coerenza e di orgoglio, si condannò alla disoccupazione.”

Dunque lunghi periodi senza lavoro tranne alcuni impieghi saltuari, le visite mediche per i figli saldate a debito, Mario Morgoni ricorda senza vergogna quegli anni di povertà senza riuscire a nascondere, dall’altro lato, l’orgoglio per il gesto del padre. “Fu comportamento dettato da grande dignità, un gesto che ricorda la solidarietà di allora e il senso di comunità che vivevamo a Potenza Picena e nelle nostre città, quando la politica era davvero un servizio.” Dunque un lungo ritratto di Adele Bei, l’antifascista che si sporcava le mani occupandosi di sette operai di Potenza Picena, e di una politica che oggi, in ogni modo la si pensasse allora, sembra davvero lontana.

Marcello Morgoni, padre di Mario, si è spento il 22 gennaio all’età di 89 anni. 



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