Agli Antichi Forni
la mostra di pittura
in ricordo di Tonino Sperandini
Nato a Macerata il 27 gennaio 1946 Tonino Sperandini era una persona schietta, ironica e sincera, ma anche riservata e schiva. Di formazione classica, si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Macerata ed ha lavorato per lo stesso Ateneo per quasi 37 anni. “Ciò che mi ha spinto a realizzare questa mostra è la consapevolezza che Tonino (ASpii), come amava firmarsi), è stato un artista a “tutto tondo” e come tale merita un posto nel patrimonio artistico della città di Macerata – dice la moglie Paola Raccosta – La sua vivacità intellettuale, la sua curiosità di sapere, lo hanno guidato a scelte sempre più consapevoli ed alla ricerca del bello sia che si trattasse di poesia o di musica, che di fotografia o di pittura. Agli inizi degli anni ’90 ha riscoperto il suo estro artistico che, nel corso degli anni, ha voluto trasfondere sulle tele o su qualsiasi altro materiale gli capitasse tra le mani come per fermare i suoi “pensieri”. Dopo il pensionamento, ha trovato gli stimoli per dedicarsi alla sua grande passione per l’arte ed ha iniziato a documentarsi su varie tecniche pittoriche. Gli studi dei soggetti che schizzava sulla carta si trasformavano in tele; alcune, le regalava generosamente e con affetto agli amici, altre, si accumulavano nella cantina della casa al mare, luogo dove amava dipingere lontano dai clamori e percepire meglio le ispirazioni della sua anima. 
Ho deciso di portare fuori “dalla cantina” questi dipinti ed esporli; così, tramite essi, Tonino rivivrà nel ricordo degli amici e nello sguardo di tutti quelli che amano l’arte. L’uomo appartiene a chi l’ha conosciuto, l’artista appartiene a chi ama l’arte; gli amici ritroveranno momenti condivisi, gli appassionati d’arte scopriranno un artista. Sarà un incontro, un camminare ancora insieme”. L’appuntamento è per sabato alle 17 nella galleria degli Anticihi Forni a Macerata. A parlare di Sperandini è anche l’amica Tiziana Sagretti: “Era un vicino di casa. Un ombroso uomo che incontri per la strada, un parente di cui ricordi la sua vivacità intellettuale, la sua spiccata ironia. Per me un collega, conosciuto troppo tardi, quando il “male oscuro” lo aveva già colpito, quando il sorriso, la sua allegria, erano ormai sepolti da anni sotto un nero manto che talvolta lasciava passare una battuta, uno sguardo benevolo, un gesto di simpatia. Pur non sapendo nulla del suo stato depressivo, non riuscivo a credere che fosse l’uomo burbero, freddo e distaccato che voleva dimostrare di essere e quei rari momenti di luce che gli scorgevo nello sguardo o negli atteggiamenti, mi confermavano la mia tesi: Tonino è un buono, un’anima sensibile, che non riesce ad esternare la sua grandezza. Questa mia sensazione ha trovato la sua più grande conferma dopo la sua morte avvenuta il 12 febbraio 2014 e Paola, la moglie, prima mia fedele collega e poi mia grande amica, mi ha aperto la porta dell’intima vita di Tonino, quella sconosciuta a me ed a tutti gli altri. Praticamente si è aperto sotto ai miei occhi e non solo ai miei, un vaso sotterrato da più di vent’anni, dal quale sono venuti alla luce più di 500 dipinti di indubbio valore artistico, centinaia di poesie e di scritti, migliaia di foto artistiche. Un valore di vita mai espresso al mondo e vissuto esclusivamente nell’intimo delle mura casalinghe con l’amorevole complicità della moglie”.
