Quarant’anni con la divisa, il brigadiere Piero Mangia saluta i carabinieri
TOLENTINO - Una vita al servizio dell'Arma, da domani sarà in congedo. Il militare nel corso della sua carriera premiato con la medaglia d'oro e insignito del titolo di cavaliere al merito della Repubblica
Quarant’anni al servizio dell’Arma, il brigadiere capo Piero Mangia da domani sarà in pensione. Ultimo giorno di lavoro per il carabiniere in forza alla Compagnia di Tolentino. Mangia ha iniziato il servizio nell’Arma con il battaglione carabinieri di Bari e a Locri, in Calabria, negli anni Settanta. Nel 1980 arriva nelle Marche dove lavora in varie stazioni nell’Alto Maceratese. Poi lavora ad Ancona, al Nucleo radiomobile, prima di arrivare a Tolentino dove ha lavorato per molti anni al Nucleo radiomobile dove si è fatto apprezzare per le sue qualità professionali e personali. Il brigadiere capo è stato inoltre decorato con la medaglia d’oro per anzianità di servizio militare, con quella d’argento di lungo comando ed è stato insignito del titolo di cavaliere al merito della Repubblica. Numerose anche le attestazioni di benemerenza che gli sono state concesse per quanto è stato capace di fare nel corso del servizio nei carabinieri. Mangia vive a Macerata, è spostato con Iolanda Pettorossi, e ha due figli Matteo e Riccardo. Nell’ultimo giorno di servizio i colleghi lo hanno salutato con affetto e con un grande in bocca al lupo per la sua nuova vita senza la divisa.
Redazione CM

Benvenuto tra noi. Un abbraccio e in bocca al lupo per la meritata pensione
Pur non conoscendolo, lo saluto con commozione, perché è stato al servizio della sicurezza dei cittadini, della democrazia e del convivere civile.
Se ancora non lo avete capito – e lo dico ogni volta che parlo dei tutori dell’Ordine – sono orgoglioso dei Carabinieri, dei Poliziotti, della Guardia di Finanza e dei Militari delle Forze Armate. Mio nonno era Regio Carabiniere e ne vado fiero. Mio padre era sulla San Giorgio a Tobruk, dove fu preso prigioniero dagli Inglesi e ritornò un anno e mezzo più tardi per non aver voluto collaborare con loro. Mio figlio è in Polizia, in cui crede, e sono felice di ciò.
I brigadieri, i marescialli e il resto dei sottufficiali sono l’asse portante dello schieramento delle Forze dell’Ordine. Ricordo che in Africa erano i sergenti e i caporali che sostenevano l’urto del nemico. Infatti, prima della battaglia si levavano le mostrine per evitare di essere eliminati per primi. Eliminandoli, il corpo dei soldati rischiava di cedere. Ciò valeva pure per i tenenti e i capitani, in prima linea con i loro uomini. Maggiori e colonnelli erano leggermente dietro, a circa 20 metri, a controllare la tattica.
Torniamo in Italia. Spesso le Forze dell’Ordine sono oggetto di critiche spesso ingiuste e di attacchi. Gli estremisti se ne approfittano perché in Italia siamo tutti buoni, pacifisti e rivoluzionari, perché la reazione degli uomini dell’Ordine è contenuta. E rischiano di essere denunciati, pure se ti trattano con i guanti gialli. Casi di criminalità all’interno delle Forze dell’Ordine non ne scalfiscono la figura etica.
Quando si offende, o si fa violenza su un tutore dell’Ordine divento una bestia. Quindi, attenzione…