Maxi evasione sul falso made in Italy:
giro d’affari per 20 milioni di euro

CHINA FACTORY - Sequestrati 200mila prodotti falsi, il centro era a Sforzacosta di Macerata. Coinvolti tre imprenditori maceratesi, tutti denunciati. Gli affari illeciti avvenivano attraverso banche di San Marino

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OPERAZIONE CHINA FACTORY (1)di Gianluca Ginella

Duecentomila articoli falsi sequestrati, un giro di evasione fiscale di 20 milioni di euro: è stato scoperto dalla Guardia di finanza che ha ricostruito nel giro di un anno fatti illeciti compiuti da tre imprenditori maceratesi (tutti denunciati) e da tre cinesi (che si occupavano di realizzare fatture false). Tutto è nato un anno fa da un controllo della Compagnia della guardia di finanza di Macerata, diretta dal capitano Diana Campanella, in una azienda di Sforzacosta di Macerata. Lì sono stati trovati non solo prodotti falsi (veniva tolta l’etichetta made in China e apposta quella made in Italy), ma c’erano anche numeri di conti correnti di San Marino. L’operazione si è allargata dai prodotti falsi a ben altro. La Guardia di finanza ha ricostruito che tre aziende che hanno sede a Sforzacosta di Macerata si occupavano di confezionare come Made in Italy prodotti che erano stati realizzati in Cina.

OPERAZIONE CHINA FACTORY (2)

Nelle aziende avveniva la rimozione delle etichette che riportavano la produzione cinese e con cui la merce (soprattutto borse, borse da viaggio, zainetti, cinture) giungeva in Italia, e venivano poi apposte le etichette di aziende italiane. La merce veniva poi venduta, in parte in nero, un po’ in tutta Italia (sessanta le imprese individuate che avevano acquistato merce senza fatturare). Ma non finiva qui. Il denaro non fatturato dalla vendita o sottofatturato finiva in conti correnti di San Marino. Quando arriva in Italia la merce entrava con prezzi inferiori rispetto al valore cui veniva venduto. La differenza veniva poi versata alle imprese cinesi attraverso pagamenti sui conti correnti di San Marino. In totale la guardia di finanza ha sequestrato 200mila euro di articoli falsi, scoprendo una evasione fiscale di circa 20 milioni di euro, con violazione di Iva per circa 5,5 milioni di euro, su dazi doganali per circa 300mila euro e in materia di antiriciclaggio per circa 3,5 milioni di euro. Sono stati di 4,5 i milioni sequestrati dalla Finanza per equivalente. Sei le persone denunciate: gli imprenditori maceratesi e i tre cinesi (residenti in Abruzzo e in Toscana) che, producendo fatture false, facevano figurare che la merce proveniva dall’Italia.

(Servizio aggiornato 12,26)


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