Approvata variante al Piano costa:
sette gli interventi previsti

IL PROVVEDIMENTO - L'atto riguarda ampi tratti del litorale marchigiano che interessano i comuni di Fano, Montemarciano, Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova e Fermo. Un ulteriore intervento interesserà, successivamente, anche Porto Sant’Elpidio
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La spiaggia a sud dello stabilimento-ristorante Acropoli

La spiaggia a sud dello stabilimento-ristorante Acropoli

«Un atto attesissimo, al quale abbiamo lavorato per mesi, con grande determinazione, essendo un provvedimento complesso, ma molto importante per la comunità marchigiana». È il commento dell’assessore alla Difesa della Costa, Paola Giorgi, all’approvazione di oggi della variante al Piano delle aree costiere in Consiglio regionale. «Oggi è davvero un giorno speciale, perché finalmente possiamo dare risposte puntuali ad emergenze che stanno devastando tratti di costa di significativo valore ambientale e per l’economia balneare, con compromissione della stessa sicurezza degli insediamenti costieri interessati dai fenomeni di erosione marina». La variante riguarda ampi tratti del litorale marchigiano che interessano i comuni di Fano, Montemarciano, Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova Marche e Fermo. Un ulteriore atto interesserà, successivamente, anche Porto Sant’Elpidio.

Paola Giorgi, assessore regionale

Paola Giorgi, assessore regionale per la Difesa della Costa

«Con la variante andiamo a sanare situazioni puntuali – precisa la Giorgi – dopo un lungo e complesso iter amministrativo che siamo riusciti a concludere in un lasso di tempo davvero modesto rispetto all’andamento nazionale. Ora abbiamo uno strumento di pianificazione urbanistica che ci consentirà di valutare tipologie di difesa costiera che non potevamo, fino a ora, mettere in campo. Questo perché il piano vigente è del 2005 e molte soluzioni non potevano essere neanche immaginate. Nelle more di aggiornamento del piano, vecchio di dieci anni, la scelta coraggiosa e vincente è stata quella di scorporare i sette interventi più urgenti, quelli che mettevano a rischio la stessa incolumità delle persone e degli immobili, per stralciare le situazioni sulle quali intervenire subito con le risorse disponibili, in vista di una pianificazione complessiva della costa marchigiana».



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