La Franco contro la fiaccolata:
“Un bluff, c’era pure la Pantana”

Il segretario Pd contesta il corteo definendolo una parata di politici in cerca di visibilità. Ne ha anche per la candidata sindaco a Macerata: «Vuole fare il primo cittadino dove i banditi sparano sui benzinai, ma la sicurezza la chiede per Civitanova»
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Mirella Franco

Mirella Franco

di Laura Boccanera

La fiaccolata? «Un grande bluff». Così descrive Mirella Franco segretario del Pd la manifestazione per la sicurezza di domenica pomeriggio (leggi l’articolo) organizzata dalla destra civitanovese. Tra le contestazioni mosse dalla democrat quella di aver usato la protesta per fare passerella politica. «La gente, quella apartitica, non c’era – dice la consigliera Pd – e l’unica sicurezza che interessa ai politici della destra non è quella dei cittadini, ma la sicurezza di garantirsi la poltrona. Non si spiega altrimenti la parata zeppa di candidati e aspiranti tali alle prossime elezioni. Sulla pelle dei civitanovesi si è consumato un grosso furto di buona fede da parte di politici locali e confluiti da fuori in città per raccogliere i frutti elettorali della fiaccolata. C’erano parlamentari, consiglieri regionali a caccia di candidature, i soliti Ottavio Brini, Fabio Pistarelli, Erminio Marinelli, Carlo Ciccioli. Pure il consigliere della Lega Roberto Zaffini ha raggiunto Civitanova portando truppe e bandiere. Tutti super impegnati a sfruttare la città per conquistare una candidatura. Non ha mancato l’occasione nemmeno Deborah Pantana che vuole diventare sindaco di Macerata, città in cui banditi sparano ai benzinai, ma lei la sicurezza la viene a chiedere a Civitanova. Per non parlare delle decine di politici locali, pure loro tutti tesi a capitalizzare l’occasione perché è sulla sicurezza che la destra raccatta voti e visibilità. La strumentalizzazione, come un boomerang, si è ritorta contro e i civitanovesi, sotto quelle bandiere, non ci sono andati». La Franco spiega poi il perché le forze di maggioranza e il Pd non hanno preso parte alla fiaccolata: «Avremmo potuto essere presenti anche noi se solo le promesse iniziali fossero state mantenute, ma immaginavamo che quel corteo tutto fosse tranne che apolitico e, insieme ai civitanovesi, siamo rimasti a casa».



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