Anno nero per gli infortuni sul lavoro
L’allarme dell’Anmil
OPEN DATA INAIL - Per le donne lavoratrici l’aggravamento è doppio rispetto agli uomini
“Rallenta in Italia nel 2014 il calo degli infortuni e delle morti sul lavoro registrato nel 2013 e per le donne lavoratrici l’aggravamento è doppio rispetto agli uomini e se il 2,5% del calo infortunistico è imputabile alla crisi economica e alla riduzione del monte ore lavorate è al Centro-Sud che l’andamento peggiora”. È questa l’amara constatazione della Anmil maceratese (associazione nazionale fra lavoratori mutilati ed invalidi del lavoro) su un tema che non manca ogni giorno di far riflettere. L’Open Data dell’Inail mostra come nel periodo 1° gennaio – 31 ottobre 2014 si siano verificati ben 549.000 infortuni (con un calo solo di 27.000 unità rispetto ai 576.000 dello stesso periodo dell’anno precedente). “Certamente – afferma la vice presidente Maria Pia Azzurro – dobbiamo offrire più formazione qualificata ai lavoratori, per far crescere dal basso una cultura della prevenzione che è contraddetta quotidianamente dalla diffusa mancanza di lavoro con contratto regolare”. “Eppure la crisi economica avrebbe dovuto migliorare l’andamento infortunistico – commenta la dirigente dell’Anmil – visto che si è ridotto in misura significativa il monte ore lavorate e di conseguenza l’esposizione al rischio di infortunio”.
“Ora occorre che il Governo si impegni nelle politiche della sicurezza sul lavoro, della prevenzione e della tutela per infortunati e superstiti delle vittime, potenziando e non semplificando le attività ispettive e di vigilanza, mentre continua ad essere ancora incompleta l’attuazione del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/2008) del quale più di venti provvedimenti attuativi attendono una firma. Tuttavia l’attuazione delle norme e la loro osservanza devono essere oggetto di attenzione da parte di chi è preposto sui territori e per questo chiediamo altrettanto impegno su questi temi a partire dal Sindaco, agli Assessori competenti ma anche all’Inail e ai sindacati affinché la battaglia non sia solo per un lavoro ma per un lavoro in sicurezza!”.
“Allo stesso tempo chiediamo fortemente che venga rimessa mano completamente e in modo organico alla normativa sull’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro assolutamente inadeguata, la quale è regolata ancora da un Testo Unico risalente al 1965 che compie mezzo secolo proprio quest’anno e continua a non tenere conto dei cambiamenti sociali intervenuti nei cinquant’anni trascorsi dalla sua prima entrata in vigore”. “All’indomani dell’approvazione del Jobs Act – conclude l’Anmil – vi è dunque l’auspicio che le deleghe per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in esso contenute, possano essere l’occasione per aggiornare il quadro ormai anacronistico in tema di assicurazione per malattie professionali e infortuni nonché per completare l’attuazione del Testo Unico del 2008 in quanto, proprio quest’ultimo, ha fatto della sicurezza non già un obbligo a ‘tutele crescenti’ ma una previsione di una più ampia garanzia di tutele ‘costanti e trasversali’ comuni a tutti i lavoratori, a prescindere dalle condizioni soggettive e dalla tipologia di contratto attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro”.
