“Sotto i 600 metri di altitudine
si paga l’Imu sui terreni agricoli, è assurdo”
La protesta di Giampiero Feliciotti, commissario della comunità montana dei Monti Azzurri e di Assuero Zampini, presidente di Coldiretti: "Esempio eclatante San Severino dove il municipio è sotto i 280 metri e pagano tutti"
di Marco Cencioni
Cresce la preoccupazione per il provvedimento del Ministero dell’Economia che rivede la tassazione Imu sui terreni agricoli. La normativa prevede l’esenzione solo nei centri a oltre 600 metri di altitudine. Finora erano esclusi dal pagamento dall’imposta tutti i proprietari di beni che si trovavano nelle zone montane. Non sarà più così. Resteranno completamente esenti solo i proprietari di terreni nei Comuni a oltre 600 metri di altitudine, esenzione parziale per quelli tra 281 e i 600 metri, pagamento completo dell’Imu sui terreni agricoli per tutti i proprietari nei Comuni al di sotto dei 281 metri. «Il nostro entroterra chiede una presa di posizione e un intervento di tutti i Parlamentari marchigiani ed alle associazioni di categoria – afferma Giampiero Feliciotti, commissario della comunità montana dei monti azzurri di San Ginesio – Si tratta di una stangata per i territori montani e rurali che vede ancora una volta penalizzate le aree che più di altre avrebbero bisogno di attenzione e sostegno. Credo sarebbe stato opportuno un confronto con i comuni interessati prima di prendere decisioni. Si elimini questo ulteriore danno per la cura, gli investimenti, la manutenzione del territorio». In base alle regole attuali, nelle aree montane e di collina non sono soggetti a Imu né i terreni agricoli né quelli diversi (ad esempio quelli incolti). Finora ha fatto fede l’elenco allegato alla circolare 9/1993. Il nuovo decreto, invece, modifica radicalmente il quadro, individuando le tre diverse fasce altimetriche. I nuovi parametri vanno dunque a cancellare la vecchia ripartizione (“comuni montani” tutti esenti, “parzialmente montani” con terreni esclusi dall’Imu solo nelle zone considerate montane, “enti non montani”).
“Oltre ad essere in linea con quanto detto da Feliciotti voglio sottolineare un altro aspetto abbastanza incomprensibile – afferma il direttore provinciale Coldiretti, Assuero Zampini – E’ sconcertante che il riferimento sul livello del mare venga preso dalla sede del municipio, perché indubbiamente questo crea una serie di problematiche evidenti. Ci sono alcuni comuni per questo motivo, pur essendo per la quasi totalità montani e avendo il municipio in situazione intermedia, sono costretti a pagare. Caso eclatante è quello di San Severino, comune montano, ma essendo il municipio posto al di sotto dei 280 metri le imprese si trovano a dover pagare tutte, a prescindere dal fatto che siano IAP”.


Quello che blaterano i politici credo sia inaccettabile che conti di più di quanto sancisce lart. 53 della costituzione italiana, che dice: tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. E cosa si deve intendere per capacità contributiva, se non il guadagno in soldi liquidi che uno riesce a guadagnare durante l’anno? Se c’è qualche eccellente costituzionalista che vuole smentirmi perché convinto che la capacità contributiva sia altro, si faccia avanti e lo spieghi in modo matematico e convincente. Secondo il mio opinabile parere, sui beni mobili e immobili, quello che costituzionalmente andrebbe tassato, è esclusivamente il guadagno in denaro quando c’è; ma se non rendono nulla, cosa si vuole tassare quello che non esiste. Non credo sia difficile convincersi che l’IMU sui terreni, le case, prime, seconde, o terze che siano, E’ VISTOSAMENTE INCOSTITUZIONALE. E aggiungo: anche delinquenziale, perché è assurdo raggirare il significato dell’art. 53 come fanno molti politici interessati che sostengono che deve pagare di più chi ha di più, invece di sostenere che deve pagare di più chi guadagna di più, che non è assolutamente la stessa cosa. I nostri signori sgovernanti, guardassero la miliardaria evasione fiscale, la corruzione e riducessero di due terzi i costi della politica e della pubblica amministrazione, che ormai è insostenibile, e vedranno che no c’è bisogno infrangere la costituzione per tassare la proprietà nuda e cruda.
CONDIVIDO GIAMPIERO!!!!
A questo proposito inserisco una nota di Luigi Tomassucci, presa da facebook, che mi sembra molto appropriata e che condivido.
“LA NUOVA, CURIOSA, GEOGRAFIA DEL MINISTRO PADOAN (ai fini dell’IMU sui terreni agricoli)
Stando al recente decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, che ridefinisce i comuni montani ai fini del pagamento o dell’esenzione (totale o parziale) dell’IMU sui terreni agricoli per l’anno 2014, Sarnano (capoluogo 539 m.s.l.m) è un comune semi-montano mentre Gualdo, Penna San Giovanni, Monte San Martino e San Ginesio (capoluoghi oltre i 600 m. s.l.m.) sono comuni montani. I possessori di terreni agricoli che non siano imprenditori agricoli a titolo principale, a Sarnano, il prossimo 16 dicembre dovranno pagare l’IMU 2014, mentre in quegli altri comuni no. Mi pare giusto no? E’ evidente che un terreno a Piobbico o Giampereto sia meno montano di uno lungo S.P. 78 Picena a passo San Ginesio o di un altro nelle piane di Tenna a Penna San Giovanni. Vista la grande serietà con cui si procede su questo terreno non sarebbe fuori luogo se l’Amministrazione Comunale deliberasse in via d’urgenza di spostare la sede municipale nei locali del ristorante Scherzi a Parte: sarebbe oltre i 600 m.s.l.m., i terreni agricoli dei sarnanesi sarebbero esenti da IMU e la nota battuta di Normato sulla qualità del mangiare in comune troverebbe, finalmente, un riscontro effettivo.”