Crisi, nelle Marche la ripresa non c’è
Mercato russo in discesa libera
L'aggiornamento congiunturale di Bankitalia fotografa una situazione stagnante nella produzione e un brusco calo per l'export. Imprenditori pessimisti anche sul primo trimestre 2015
I deboli segnali di miglioramento registrati a fine 2013 non hanno mantenuto le promesse nell’anno in corso e la ripresa economica nelle Marche ancora non si vede. Produzione industriale stagnante, export che rallenta anche per il brusco calo del mercato russo, costruzioni edili ancora a picco, un credito non più in caduta libera ma sempre molto debole: è un quadro di stagnazione quello economico regionale che induce gli imprenditori a prevedere anche un primo trimestre 2015 “in rosso” per ordini e investimenti. I dati emergono dall’aggiornamento congiunturale redatto dalla Banca d’Italia.
In base al sondaggio su un campione di 300 aziende, condotto a inizio autunno, nei primi nove mesi dell’anno l’attività industriale è risultata stazionaria e, nei mesi estivi, il quadro congiunturale si è ancora deteriorato. Le attese degli imprenditori per i prossimi mesi non prefigurano un miglioramento, anche se la dispersione dei giudizi è elevata: una parte delle aziende, specie quelle di maggiore dimensione, segnala una crescita del fatturato. Tra i settori, le difficoltà restano più accentuate per l’edilizia: nel primo semestre di quest’anno, il calo degli scambi immobiliari, in atto ormai da 7 anni, secondo l’indagine di Banca d’Italia si è interrotto.
La produzione dell’edilizia si è però ancora fortemente ridotta, condizionata dal consistente volume di abitazioni invendute e dalla debolezza degli investimenti delle imprese anche se il volume di acquisti sulle case si è stabilizzato. Dall’indagine emerge anche che la domanda estera, pur rimanendo più sostenuta di quella interna, si è affievolita: la dinamica è stata fortemente influenzata dal comparto farmaceutico e da quello petrolifero; al netto di questi settori, infatti, le esportazioni sono risultate stazionarie. Sono calate le vendite dei principali comparti di specializzazione delle Marche, quali elettrodomestici, mobili e calzature, che risentono soprattutto delle difficoltà sui mercati dell’Europa centro orientale. Ad abbattere di un punto percentuale l’export regionale c’è la battuta d’arresto del mercato russo (-14,1%; -25,7% per calzature) indebolito da svalutazione del rublo e tensioni geo-politiche.

