Inaugurazione della mostra “Correva l’anno…1944”
MACERATA - Foto, manifesti, locandine, armi e oggetti d’epoca da sabato agli Antichi Forni. In piazza della Libertà verrà esposto un mezzo blindato risalente alla seconda guerra mondiale
Sabato (18 ottobre), nella sala consiliare del comune di Macerata, alle 11, verrà presentata la mostra documentaria Correva l’anno…1944. La guerra in casa.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione mutilati e invalidi di guerra e Fondazione sezione provinciale di Macerata con la collaborazione dell’Università di Macerata, dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea e l’Associazione Nazionale Vittime civili di Guerra, con il patrocinio del Comune di Macerata, rappresenta il secondo episodio di un ciclo triennale, iniziato lo scorso anno con la mostra Correva l’anno… 194. Gli italiani tra l’incudine e il martello, che percorre l’arco temporale compreso tra la caduta del fascismo e la Liberazione e che si concluderà nel 2015, anno in cui ricorrerà il settantesimo della Liberazione. A presentare la mostra, dopo i saluti del sindaco Romano Carancini e delle autorità dell’Amnig e Fondazione, saranno Angelo Ventrone, docente dell’Università di Macerata e Annalisa Cegna, presidente dell’Isrec di Macerata.
Conclusa la presentazione, alle 12, nella galleria degli Antichi forni, verrà inaugurata la mostra documentaria all’interno della quale sarà possibile ammirare foto, manifesti, locandine, armi e oggetti d’epoca. Per l’occasione, nelle giornate di sabato e domenica, in piazza della Libertà verrà esposto un mezzo blindato risalente alla seconda guerra mondiale.
Fischia il vento, infuria la bufera,
scarpe rotte eppur bisogna andar,
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.
Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuore e il braccio nel colpir.
Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor.
Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi e alfin liberi siam.
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