Il premio “Mariateresa Di Lascia” a Fiuminata

Simona Baldelli, Claudia Durastanti e Valentina D’Urbano sono le tre  finaliste La cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del concorso letterario ci sarà domani, sabato 13 settembre, alle 16

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MariaTeresaDiLAscia

Maria Teresa Di Lascia

Il concorso letterario, rivolto alle autrici di romanzi e raccolte di racconti editi nell’anno solare precedente l’anno di edizione, è organizzato dai comuni di Fiuminata e di Rocchetta Sant’Antonio in provincia di Foggia,  nei quali si svolge, con alternanza annuale, la cerimonia finale del Premio.   Per questa edizione, la cerimonia di premiazione ci sarà il 13 settembre 2014 a  Fiuminata alle  16   nella Villa comunale, città di origine della madre e luogo di sepoltura della scrittrice Mariateresa Di Lascia, Premio Strega 1995 con il romanzo Passaggio in ombra, Ed. Feltrinelli. Le opere finaliste vengono selezionate  dalla  giuria scientifica,  composta da    Alfredo Luzi, presidente, docente di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Macerata; Carla Carotenuto, ricercatrice dell’ateneo maceratese; Margherita Ganeri, docente di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università della Calabria. I premi che saranno assegnati sono: duemilacinquecento euro per la prima classificata, millecinquecento per la seconda, mille per la terza. L’opera  vincitrice sarà determinata dallo spoglio dei voti espressi dalla giuria popolare, composta da 35 lettori  di Fiuminata e  altrettanti di Rocchetta Sant’Antonio e dai voti assegnati ad ogni opera finalista dalla giuria scientifica che saranno resi noti solo ad avvenuto spoglio delle schede votate della giuria popolare.

Rocchetta Sant’Antonio e Fiuminata sono le due  Comunità  in cui si è svolta la  breve ma intensa  storia umana di Mariateresa Di Lascia: il 10 settembre si sono ricordati venti anni  dalla sua prematura scomparsa. Radicale convinta, attivista contro la pena di morte, fondatrice dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino, deputata parlamentare, giornalista, protagonista di  in molte azioni  in difesa dei diritti umani e per la tutela dell’ambiente.  Scrittrice. Ma sopra ogni cosa donna, donna di grande intelligenza e di straordinaria sensibilità umana che non mai esitato ad andare  oltre le apparenze  e   rompere le gabbie di schemi sociali e culturali limitati e limitanti. A un ventennio dalla sua scomparsa, la sua vivacità, la sua empatia, il suo sguardo diretto e schietto sono nel cuore di quanti hanno avuto modo di conoscerla.

Le tre opere finaliste:

Evelina e le fate, di Simona BaldelliEvelina e le fate, di Simona Baldelli. 

E’ la storia di una bambina di cinque anni che vede con gli occhi della su età quello che accade intorno a lei. “Evelina cercava la pace e il silenzio. Per quello si svegliava prima di tutti. Prima del padre che andava presto nei campi, prima della madre e della nonna che facevano le faccende, prima dei fratelli più grandi che andavano a scuola e di quelli più piccoli che invece dormivano fino a tardi. Certe mattine si svegliava persino prima del gallo. Le piaceva stare un po’ alla finestra della camera e guardare  Candelara. Quella mattina le case verso il paese erano sparite nel bianco. A Evelina pare  che dalla neve  stiano uscendo le anime dei morti.  In un succedersi incalzante di vicende e colpi di scena, sulle colline attraversate dalla Linea Gotica alle spalle di Pesaro, in attesa dell’arrivo degli alleati,trascorre l’ultimo anno della seconda guerra mondiale che travolge tutta la famiglia di Evelina, padre e madre molto malata, i fratelli,e il segreto di una bambina ebrea nascosta sotto una botola dentro la stalla. A Evelina si accompagnano, premurose e materne, due fate: la Nera, dai tratti cupi, e la Scèpa, la fata allegra, colorata, con una veste a fiori, che ride sempre. Realtà e magia si mescolano e si intrecciano in questo esordio denso e maturo, facendo rivivere il mondo contadino e insieme quello delle fiabe antiche con l’intrico complesso della guerra civile e di quella mondiale. Lo stile asciutto che l’autrice sa ben controllare è arricchito dall’inserimento di elementi dialettali che rendono il racconto più reale: sono parole magiche, parole amuleti, filastrocche, che aprono la porta al sogno o alla profezia. Evelina prende per mano il lettore e lo introduce in un passato fabuloso e tragico che costeggia l’invisibile e riscrive alcuni episodi della grande Storia con accenti nuovi.”

A Chloe, per le ragioni sbagliate di Claudia DurastantiA Chloe, per le ragioni sbagliate di Claudia Durastanti

Il 14 settembre del 2003, l’incontro casuale tra Mark Lowe e Chloe Gilbert nell’affollata metropolitana newyorkese si conclude a letto.  E  nonostante  qualche giorno dopo Chloe venga ricoverata in una clinica per tentato suicidio, i ragazzi cominciano una relazione che li vede, tre anni dopo, accomunati dal tentativo di condurre una vita emancipata dal dolore. Sullo sfondo di una Brooklyn lontana dai circuiti hip, tra cliniche mentali, famiglie italoamericane, madri scrittrici ritiratesi dalle scene, casinò, amici che vogliono mettere in commercio chewing-gum organiche e bambine che ricevono pistole per il compleanno, le vicende di Mark e Chloe si alternano a quelle dei loro genitori, in un confronto tra generazioni  in cui la responsabilità di traumi e dolori emergono solo in  un cortocircuito sociale e culturale. Ma se le proprie origini culturali e biologiche non fossero sufficienti a spiegare un fallimento? Mark  e  Chloe  coltivano l’illusione che l’amore possa correggere determinate distorsioni. Ma le possibilità di riscatto non possono che prescindere dall’amore, perché seguono binari diversi, verso destinazioni a volte sorprendenti.

Acquanera di Valentina d’UrbanoAcquanera di Valentina d’Urbano

E’ un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall’ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio sul lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all’erosione dell’acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l’improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che, nonostante tutto e tutti, ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse questa volta, è giunta l’ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.


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