Calano le assunzioni,
a Macerata meno che nelle Marche

Analisi delle previsioni occupazionali del 2014 per l'artigianato. I più ricercati sono i tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive (20,3%), i tecnici dei rapporti con i mercati (16,5%), i tecnici in campo ingegneristico (12,2%), i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (12%) e gli ingegneri e professioni assimilate (9,5%)

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Nota dell’ ufficio Stampa Confartigianato Imprese Macerata:

Sono 750 le “entrate” di lavoratori, ovvero le nuove assunzioni, nelle imprese artigiane della provincia di Macerata previste per il 2014, a fronte delle 1.120 “uscite” sempre nell’anno corrente. Un saldo negativo pari al –2,6% quello che emerge dallo studio del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere – Ministero del Lavoro sui movimenti e i tassi occupazionali dell’artigianato, ma che è comunque inferiore al dato regionale che vede invece un calo del –3,3% dello stock degli occupati in questo settore. Inoltre Macerata con il suo –2,6% registra la migliore performance tra tutte le altre province marchigiane che invece mostrano saldi negativi più elevati, a partire da Pesaro Urbino con il –3,9%, Ascoli Piceno –3,7%, Ancona – 3,4% e Fermo –3,2%.

La Regione Marche con 3.350 entrate e 5.470 uscite preventivate di personale dipendente, registra una flessione lievemente superiore a quella nazionale (3,2%) che vede nel complesso una perdita di circa 41.000 lavoratori stagionali e non.

Nonostante queste perdite, sono circa 42.000 le imprese artigiane italiane che quest’anno dichiarano di assumere nuovo personale pari al 10,1% del totale. In particolare delle 77.600 assunzioni programmate, il 38% saranno rivolte agli Operai Specializzati, seguiti dalle Figure Commerciali e dei Servizi (22%) e dai Conduttori di macchinari e impianti (15%).

I più ricercati tra i cosiddetti profili “high skill” sono i tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive (20,3%), i tecnici dei rapporti con i mercati (16,5%), i tecnici in campo ingegneristico (12,2%), i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (12%) e gli ingegneri e professioni assimilate (9,5%).

Sale anche la richiesta di progettisti software e analisti a dimostrazione del fatto che sempre più aziende iniziano ad investire e dare importanza allo sviluppo delle ICT e dell’innovazione digitale. E’ proprio da queste aziende, oltre a quelle che puntano sull’export, che arrivano maggiori segnali di recupero a dispetto delle difficoltà congiunturali e occupazionali del settore artigiano.

Nel 2014 si è ridotta ancora di più rispetto agli anni passati la difficoltà di reperimento di personale artigiano segnalata dalle imprese (solo l’11% delle 77.600 assunzioni previste), che però faticano ancora nel trovare figure come lattonieri e calderai (51% di assunzioni difficili da trovare), tecnici della produzione manifatturiera (45%), falegnami e attrezzisti di macchine per la lavorazione del legno (40%), seguiti da tecnici programmatori (37%), installatori e riparatori di apparati elettrici ed elettromeccanici (37%), verniciatori industriali (36%), addetti a macchinari per confezioni di abbigliamento (35%), acconciatori (35%), valigiai e borsettieri (34%), pittori, stuccatori, laccatori e decoratori (33%).


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