Battaglia sulla trasparenza a Tolentino,
la vicenda finisce sul Corsera

MEDIA E PRIVACY - Gian Antonio Stella, nota firma del Corriere, ha scritto un articolo oggi parlando della querelle tra la municipalizzata Assm e Multiradio press news che aveva pubblicato gli stipendi dei dirigenti. L'azienda aveva inviato una lettera a Mpn diffidando il riutilizzo dei dati
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stelladi Claudio Ricci

E’ finito sul Corriere della sera, in un articolo a firma di Gian Antonio Stella, l’ammonimento della Assm (la municipalizzata di Tolentino) al periodico “Multiradio press news” relativamente alla pubblicazione degli stipendi dei dirigenti della società. Che è parso un tentativo di voler imbavagliare la stampa. Stella oggi ha scritto un articolo uscito sul settimanale Sette del Corsera, trattando la vicenda: “la municipalizzata non è d’accordo? – scrive – Faccia causa. E deciderà il giudice. Fermo restando che in quel caso i dati pubblicati da Mpn, anche se non interessano un fico secco a chi di Tolentino non è come noi, dovrebbero a quel punto essere ripubblicati da tutti i giornali d’Italia per una questione di principio: piaccia o no a quei permalosi dirigenti (a proposito che paga per questo intervento di censura sbagliato: soldi pubblici?) non esiste una dose omeopatica di trasparenza. O c’è o non c’è”.

 

L'avvocato Andrea Netti

L’avvocato Andrea Netti

La Assm (che, va detto, è stata una delle prime società pubbliche d’Italia ad aver ottemperato agli obblighi imposti dalla normativa nazionale sulla trasparenza) a giugno aveva inviato una diffida alla Mpn, tramite il proprio legale, l’avvocato Andrea Netti, affinché non utilizzasse dati, che sono già pubblici ma che se trattati in maniera “parziale, strumentale e indiscriminata” (come reputato dalla società per la pubblicazione in questione), non potrebbero essere completamente condivisibili secondo la normativa sulla privacy. Di seguito la posizione con cui la società motiva la sua doglianza: “La Assm fonda la lettera inviata alla Multiradio press news su una deliberà dell’autorità Garante della privacy, che tratta di un uso limitato di queste informazioni. E quindi la mera pubblicazione, che risponde ad obblighi di trasparenza, non consente l’utilizzo diffuso e totalmente disinteressato di queste informazioni. C’è comunque un utilizzo che deve essere limitato, secondo una delibera del Garante visto che i dati sono reddituali, patrimoniali e familiari, quindi estremamente sensibili, perché strettamente personali”.

“La lettera – spiega l’Assm –  arriva dopo che Mpn ha dato una prima pubblicazione di quei dati, ad inizio di giugno, senza aver chiesto un’autorizzazione. Un permesso che verrà richiesto alla società solo alla fine dello stesso mese per effettuare altre pubblicazioni. La Assm ritiene allora di negare l’autorizzazione, al fine di tutelarsi da eventuali azioni legali che potrebbero scaturire dai dirigenti in questione a causa dell’uso improprio di dati personali”.

Ma l’altolà della società non viene condiviso dall’Ordine dei giornalisti delle Marche, intervenuto con una lettera a firma del presidente Dario Gattafoni, citando la stessa pronuncia del garante in materia: “I dati personali concernenti le classi stipendiali, le indennità ed altri emolumenti corrisposti ad amministratori, dirigenti, lavoratori dipendenti ed autonomi da concessionari di pubblici servizi sono da ritenersi conoscibili da chiunque vi abbia interesse anche in sede di esercizio del diritto di cronaca da parte di chi esercita la professione di giornalista o collabora occasionalmente con mezzi di informazione”.



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