Consumi di energia delle imprese
Calo in regione, Macerata fa eccezione

I dati forniti dall’Ufficio Studi di Confartigianato
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contatoreSe nelle Marche il trend generale relativo ai consumi di energia elettrica delle imprese è negativo, Macerata risulta essere stazionaria, con un lieve aumento dello 0,8%. I dati forniti dall’Ufficio Studi di Confartigianato prendono in considerazione la dinamica dei consumi calcolando le variazioni percentuali tra l’anno 2012 e 2013. Nella nostra regione si registra un forte calo dei consumi pari al -9,3%, dato che vede le Marche al terzo posto in Italia, dietro a Puglia (-9,4%) e Sardegna (-24,5%), tra le regioni con cadute dei consumi più elevate. Solamente in quindici province italiane si nota un incremento dei consumi (tra cui Pesaro Urbino con 1,0%), mentre spicca su tutte le province marchigiane Ancona, che vede un fortissimo calo dei consumi pari al –20,7% e si classifica come la terza città con minore consumo di energia elettrica (dopo Caltanissetta con –21,2% e Carbonia-Iglesias con –61,8%).

Le Marche rispecchiano quindi la situazione generale del nostro paese che nello scorso anno ha registrato un calo del –3,2% rispetto al 2012. Questo calo dei consumi di elettricità delle imprese si declina nel Mezzogiorno con –8,3%, al Centro con una flessione del 2,7%, mentre la domanda al Nord cade solo dell’1,3%. Un calo, quello dei consumi elettrici, che evidenzia come la ripresa sia in ritardo anche su questo fronte e che rispecchia un quadro congiunturale di inizio estate 2014ancora critico. La richiesta di energia elettrica, in calo nel nostro Paese dello 0,8% anche nell’anno corrente (domanda che scende a –1,3% con la rettifica per i giorni lavorativi e la temperatura), ha maggiore tenuta (-2,5%) per i settori Manifatturieri non di base (Meccanica, Alimentare, Plastica e Gomma, Tessile, Abbigliamento e Calzature, Mezzi di Trasporto, Legno e Mobilio). I cali più rilevanti si registrano per Energia e Acqua (-5,4%), settori Manifatturieri di base (-6,0% per Siderurgica, Chimica, materiali da Costruzione, Cartaria e Metalli non ferrosi) e per le Costruzioni che hanno visto un crollo della domanda di energia pari al -10,8%.

Al contrario, il comparto degli Altri Servizi Vendibili (immobiliari, informatica, R&S, attività culturali, ricreative e sportive, servizi alla persona, ecc.) segna un incremento dei consumi del
Un mercato, quello dell’energia, fortemente squilibrato rispetto alle esigenze delle piccole imprese, che si trovano a pagare una bolletta elettrica sbilanciata a loro svantaggio: esse pagano l’energia non solo il 31% in più rispetto ai loro diretti competitors, cioè le aziende della stessa dimensione dell’area euro, ma anche l’88,8% in più, praticamente il doppio, rispetto alle grandi imprese. Con il nuovo provvedimento “taglia-bollette” il governo sta cercando di dare più respiro alle piccole imprese correggendo questo squilibrio dei costi dell’energia, attraverso un ampliamento della platea di imprese beneficiarie. Se la legge finanziaria del 2011 ha favorito solo 3,600 grandi consumatori interessati alla riduzione del gettito d’imposta e il decreto del 2013 ha coinvolto lo 0,7% delle imprese manifatturiere (2986 imprese), questo nuovo intervento (benché la portata dello sconto sarà minore) favorirà ben 969,000 tra artigiani e commercianti che potranno usufruire degli 800 milioni di euro stanziati.

Secondo Confartigianato, per la prima volta dopo molti anni questo provvedimento corregge lo squilibrio nei costi dell’energia tra piccole e grandi imprese, ma c’è ancora tuttavia molto da fare per ristabilire il principio dell’equità nel peso delle bollette.



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