Autotrasporto merci, Confartigianato chiede lotta alle imprese illegali per vincere la crisi

Una situazione, quella delle imprese del settore, fortemente critica: strette fra la concorrenza sleale dei Tir stranieri e le infiltrazioni della criminalità organizzata
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Emanuele Pepa

Emanuele Pepa

A parlare è il presidente provinciale Confartigianato Autotrasporto Emanuele Pepa – che spiega: “E’ proprio in questa direzione che va la richiesta di modifica normativa stilata da Confartigianato, che insieme alle altre associazioni nei giorni scorsi ha chiesto un incontro urgente al ministro dei Trasporti, per affrontare i nodi dell’autotrasporto”. Le associazioni degli autotrasportatori hanno in quella sede presentato alcune proposte di emendamenti alla normativa che regola il settore, tra cui quella sulle sanzioni e i controlli al cabotaggio terrestre.

Una situazione, quella delle imprese del settore, fortemente critica: strette fra la concorrenza sleale dei Tir stranieri e le infiltrazioni della criminalità organizzata, le imprese dell’autotrasporto della provincia di Macerata si trovano infatti ad affrontare una crisi gravissima: nel corso di questi anni molte hanno chiuso, così come molti sono stati i lavoratori licenziati o in cassa integrazione. Secondo i dati Unioncamere, le imprese del settore sono passate infatti dalle 909 del primo trimestre 2009, alle 792 del primo trimestre 2014, segnando un calo in valore assoluto di 117 imprese, ed in percentuale del 12, 9%.

“Sollecitiamo quindi le istituzioni – dice il presidente Pepa – ad agire verso un sistema di controlli più serrato nei confronti dei vettori stranieri nel nostro territorio provinciale, in modo particolare nella zona di Civitanova nella giornata cruciale del venerdì, per arginare il fenomeno del finto cabotaggio, effettuato da imprese estere (o fintamente tali) che agiscono esclusivamente in territorio nazionale. Solo in questo modo sarà possibile uscire dalla crisi e difendere l’attività di quelle aziende dell’autotrasporto e di quei lavoratori, che nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro e della legislazione vigente in materia di sicurezza, si impegnano oggi più che mai a difendere il patrimonio imprenditoriale e lavorativo del nostro paese”



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